L'Italia dopo la Prima Guerra Mondiale

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Appunti di storia ben fatti sull'Italia dal primo dopoguerra fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. (26 pg - formato word). (0 pagine formato doc)

Dopo la Guerra Dopo la Guerra I l 28 giugno 1914 l'uccisione a Sarajevo dell'erede al trono austro-ungarico e di sua moglie, fu la scintilla che fecce scoppiare la Prima Guerra Mondiale.
Essa durò più di quattro anni (dal 1914 al 1918), coinvolse tutte le grandi potenze e causò milioni di morti. Le tappe fondamentali del conflitto: 1914: L'Austria dichiara guerra alla Serbia; alleate dell'Impero austro-ungarico sono la Germania, insieme alla quale formava i cosiddetti Imperi Centrali, ai quali si unì prima la Turchia e, in seguito, la Bulgaria; 1915: Con il Patto di Londra, l'Italia entra in guerra a fianco dell'Intesa con la promessa dell'ottenimento di Trento, Trieste, ancora facenti parte dell'Impero austro-ungarico, dell'Istria e della Dalmazia, una base in Albania; 1917: Gli Stati Uniti, entrano in guerra a fianco dell'Intesa, dopo l'affondamento delle navi americane, che rifornivano di viveri e armi i paesi dell'Intesa, da parte della Germania. La Russia, dopo una rivoluzione interna contro il regime zarista, chiede l'armistizio e, firmando il trattato di Brest-Litvosk, esce dalla guerra; 1918: In questo anno gli italiani lanciano la controffensiva giungendo fino a Vittorio Veneto.
Il 3 novembre dello stesso anno, l'Austria firma l'armistizio di Villa Giusti, mentre i soldati italiani entrano a Trento e a Trieste. La guerra si concluse pochi giorni dopo, quando, essendo ormai chiara anche la disfatta dell'esercito tedesco; il Kaiser Guglielmo II fu cacciato dalla Germania, che proclamò la repubblica e l'11 novembre firma l'armistizio di Rethondes. 1. I 14 punti di Wilson I dopoguerra non sono meno importanti delle guerre. Quando i cannoni non sparano più e i soldati tornano a casa, è il momento di tirare le somme, di fare bilanci, di pensare al futuro. Si contano i morti, i feriti, gli invalidi, si calcolano i danni materiali, si studiano nuovi equilibri. I vincitori cercano di trarre il massimo dalla vittoria, i vinti di limitare i danni della sconfitta. La Conferenza di pace si tenne a Parigi dal gennaio al giugno del 1919. Vi presero parte i rappresentanti dei cinque “grandi” (Inghilterra, Francia, Italia, Stati Uniti, Giappone) e dei loro alleati: in tutto una trentina di paesi. Non era presenta nessuna delegazione degli stati sconfitti (che furono chiamati in un secondo tempo a sottoscrivere i relativi trattati), ne furono inviati i rappresentanti della giovane repubblica sovietica sorta dalla rivoluzione del 1917. Il presidente americano Wilson svolse un ruolo dominante e gran parte del dibattito ruotò intorno a un suo piano, articolato in 14 punti. Tale piano prevedeva, tra l'altro: l'abolizione della diplomazia segreta e la piena pubblicità degli accordi e delle alleanze internazionali; libertà dei mari e libertà commerciale; la riduzione degli armamenti “all'estremo limite per consentire la sicurezza interna del paese”; la trattativa pacifica sulla spartizione delle colonie; l'autodeterminazione dei popoli,