L'Italia sotto il governo Depretis

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Nel 1875 sale al governo Agostino Depretis, leader della Sinistra Storica, dopo che il governo di destra ha avuto la sfiducia.
Alla vigilia delle elezioni, Depretis tiene il famoso Discorso di Stradella, in cui espone i punti essenziali del suo programma:
allargamento del suffragio;
innalzamento dell’istruzione elementare obbligatoria;
diminuzione della pressione fiscale;
decentramento amministrativo.
Depretis è famoso per la sua politica di trasformismo: allarga infatti la maggioranza anche agli esponenti della destra moderata.
La conseguenza, però, è che non potrà raggiungere completamente i suoi obiettivi: la forte carica innovativa delle leggi dovrà essere attenuata per accontentare la maggioranza e non rischiare la sfiducia.
Allargamento del suffragio
Con la riforma elettorale del 1882 l’età del diritto di voto viene abbassata da ventiquattro a ventuno anni (ovviamente solo per gli uomini, le donne sono ancora escluse).
Il criterio per votare non è più quello del censo, ma quello del saper leggere: una larga parte della popolazione, però, è ancora
analfabeta.
Innalzamento dell’istruzione elementare obbligatoria
Nel 1877 viene varata la Legge Coppino (Coppino era allora Ministro dell’Istruzione), che rende gratuita l’istruzione elementare e stabilisce sanzioni per chi non rispetti l’obbligo. Di fatto, però, essa non è del
tutto applicata, perché i comuni non sono in grado di sostenere le spese necessarie.