Il mecenatismo di Luigi XIV, Re Sole

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Costruzione, problemi, vita a corte di Luigi XIV: riassunto (2 pagine formato doc)

MECENATISMO LUIGI XIV

Il mecenatismo del Re Sole: Versailles.

Luigi XIV enfatizza durante il suo governo il mecenatismo che già aveva cominciato Richelieu e riprende i gusti di Mazzarino. Il risultato di tutto ciò è la costruzione della reggia di Versailles, opera che impiegò sicuramente l’ingegno e il lavoro di migliaia di persone poiché costruita su un terreno aquitrinoso e cedevole. Versailles doveva essere il simbolo dello sfarzo francese nel mondo (funzione internazionale) e doveva servire a richiamare a corte e domare tutta la nobiltà riottosa delle fronde, era quindi anche strumento di controllo.
Tutta la reggia è un simbolo, spazi immensi, mitologia: arazzi, pitture e sculture. Luigi XIV è visto come un discendente delle antiche divinità, era il Re Sole, tutto il resto girava intorno a lui.

VERSAILLES

A Versailles venivano organizzati Caroselli, ovvero rappresentazioni anche di propaganda, musica, teatro, fuochi artificiali, giochi d’acqua e battaglie navali. C’era un sovraintendente di tutti questi spettacoli, curava tutte le  rappresentazioni e feste, era il direttore del comitato artistico, ai tempi del Re Sole era Le Broen. Il teatro personale di Liugi XIV era il teatro di Moliere, Racin, Fenelon. Molti architetti mettono qui in pratica le loro invenzioni: Bernini, c’era anche musica. Impressionanti le sreie di cerimonie, riti, rituali, gioielleria, mobili, vetreria,marmi, decorazioni, giardini artistici.
Alcuni numeri della reggia di Versailles: 80000 metri quadrati, 700 stanze, 2175 finestre, 6000 dipinti e 2000 sculture. Come detto la reggia era per il re una sorta di trappola dorata per controllare i nobili, erano 800 gli ettari di giardino di Versailles, con viali, staccionate. Alberi di ogni tipo erano stati portati da tutta la Francia per far diventare questo giardino una vera e propria foresta soprattutto querce ed olmi. La zona su cui è stata costruita la reggia era palustre, molti uomini addetti ai lavori morirono per questo motivo di malaria., era presente anche una grande vasca (23 ettari, per farne il giro bisognava percorrere cinque chilometri) piena d’acqua per simulare i combattimenti navali con navi a grandezza naturale.

Politica e assolutismo di Luigi XIV

REGGIA DI VERSAILLES

Ma per far giungere l’acqua a Versailles, per alimentare la vasca ma anche per azionare le magnifiche fontane si presentarono grossi problemi per le conoscenze del tempo, servivano grossi sistemi di popmaggio e per risolvere il problema dovettero lavorare in molti. Per far arrivare l’acqua in pressione alle fontane, sfruttando il principio dei vasi comunicanti, bisognava portare il più in alto possibile la massima quantità d’acqua. Per fare ciò fu progettata la macchina di Marlì, posizionata otto chilometri lontano dalla reggia, serviva ad aspirare l’acqua dalla Senna, presentava un grosso problema, era enorme e molto rumorosa e, ben presto, rese la zona intorno disabitata. Dopo aver aspirato l’acqua bisognava portarla in alto per creare la pressione, si ovviò il problema creando dei bacini di raccolta ogni 50 metri di dislivello, portata l’acqua un chilometro sopra la reggia la si faceva scorrere a valle con un complesso acquedotto che correva in superficie per la maggior parte del suo tragitto e diveniva sotterraneo in prossimità di Versailles. Le fontane erano un po’ l’orgoglio di Versailles, quando il re appariva si racconta che le fontane lo seguissero in ogni suo movimento.