La musica araba: riassunto

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La musica araba: riassunto sulle caratteristiche, le origini, le condanne dall'Islam, i primi canti, la musica melodica lineare e i rapporti tra Islam e musica (7 pagine formato doc)

LA MUSICA ARABA: RIASSUNTO

La musica araba.

Prima dell’avvento dell’Islam gli  Arabi, salvo alcune popolazioni del litorale, non conoscevano che la vita della tribù. In questo ambiente patriarcale la musica, trasmessa da generazione in generazione attraverso la tradizione orale, consisteva in canti monodici di estensione limitata e di elementare formazione melodica. La presenza di molti stranieri, persiani, bizantini, egiziani, etiopi, pagani, cristiani e ebrei, non pochi conviventi come schiavi, non poteva restare senza qualche influenza sulla vita del paese e sulla sua cultura, la quale finì per assorbire quanto poteva essergli congeniale, coinvolgendo anche la musica.

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MUSICA ARABA: CARATTERISTICHE

Nei primissimi tempi dell’islamismo la musica era condannata come causa di lassismo e di corrusione spirituale, al pari del vino e delle prostitute. Il profeta Maometto le fu violentemente ostile, tanto che si diceva: “Maledetta sia la barba che si accosta alla bocca di un flauto”.

Ma poiché questo si tratta di un proibizionismo fondato su concetti inconciliabili con la naturalità del comportamento umano e, nel caso della musica, addirittura su idee contrarie alla natura delle cose sono destinate ad estinguersi, così l’incontro degli arabi con altre culture portò la conoscenza di nuove realtà determinando in breve l’abbandono di ogni pregiudizio antimusicale, per cui la musica divenne parte essenziale della cultura islamica. Delle tre cose prima dette, musica, vino e venditrici d’amore solo il vino è rimasto scritto nel libro nero dei musulmani, mentre queste donne, chiamate Quaina-s ebbero forte rilievo nella società araba, esse univano alle funzioni di cortigiana quelle di cantante.

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STRUMENTI MUSICA ARABA

E’ alla gente del deserto, ai nomadi, ai Beduini, che spetta il merito di aver salvato, attraverso la tradizione orale, usanze musicali le cui radici si perdono nello stesso deserto dove nacquero quelle genti e i loro canti.
Primi canti islamici tutti di struttura eptatonica, tetracordali e di genere quasi sempre diatonico ( con le terze neutre in quelle degli arabi) La non esistenza della tonalità e delle sue conclusioni obbligate aprì a quelle espressioni musicali vie senza fine.
Il grande evento favorito dalla religione islamica è la liberalizzazione del pensiero filosofico, scientifico e artistico. Dopo il consolidamento islamico, i centri di irradiazione della cultura musicale araba si localizzarono soprattutto a Damasco e a Baghdad. La priorità di queste scuole musicali è una delle ragioni del fiorire di altre scuole nelle altre nazioni dell’impero musulmano e nei suoi domini in Sicilia e in Spagna. E’ quindi in condizioni favorevoli che presero vita nuove forme, le quali, pur attingendo dai sistemi musicali antichi molti principi teorici, non furono ripetitive di ciò che visse nel passato, ma creatrici di musicalità coerente con le esigenze dei tempi e con la eccletticità della nascente cultura musulmana.