Napoleone Bonaparte, Restaurazione e Rivoluzioni

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Napoleone Bonaparte Restaurazione e Rivoluzioni (congresso di vienna, santa alleanza, quadruplice alleanza, defeudalizzazione, società segrete, e moti rivoluzionari 1820-21, 1830 (5 pagine formato doc)

Il successo di Napoleone Bonaparte nella conquista del potere poggiava, senza dubbio sul ruolo dell’esercito nella vicenda rivoluzionaria.
Il controllo dell’esercito divenne la fonte principale del potere e la garanzia di una stabilizzazione delle conquiste rivoluzionarie.
L’ascesa al potere fu sancita dalla NUOVA COSTITUZIONE DELL’ANNO VIII che sottoposta a plebiscito entrò in vigore nel 1799. Egli faceva spesso ricorso al plebiscito (cioè la ricerca di una delega diretta da parte del popolo), e nella costituzione dell’anno VIII c’erano stato 3 milioni di Si, e 1500 no (4 milioni di persone non votarono) Essa sancì che il potere esecutivo apparteneva al primo console (affiancato da due membri consultivi) e il resto del potere esecutivo era affidato a tre assemblee (tribunato, corpo legislativo, senato);  l’iniziativa legislativa, invece, era affidata a un consiglio di stato (che aveva il compito di proporre leggi).  SI VENNE QUINDI AD INSTAURARE UN GOVERNO DITTATORIALE che ruotava intorno Napoleone.
La nuova costituzione si dimostrò coinvolgere sia personale politico rivoluzionario che figure appartenenti  all’antico regime.
Principale strumento di CENTRALIZZAZIONE BUROCRATICA, ma soprattutto AMMINISTRATIVA furono i PREFETTI, rappresentati del governo in ogni dipartimento, che avevano sia compiti amministrativi che politici, applicavano le direttive del governo e controllavano le opposizioni.
Napoleone prestò particolare attenzione all’istruzione pubblica, media e universitaria. Venne potenziata l’ècole polytechnique come specializzazione nei settori minerali, dell’artiglieria e delle costruzioni..