Nascita e organizzazione dei comuni

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Come nascono i comuni nel Medioevo? Riassunto sulla nascita e l'organizzazione dei comuni medievali (2 pagine formato doc)

NASCITA DEI COMUNI: RIASSUNTO

La nascita dei comuni nel Medioevo.

La nascita dei comuni, ovvero di città-stato che tendevano all’autogoverno, è favorita dalla rinascita delle città, la quale a sua volte è favorita dalla maggiore circolazione di moneta, dalla rifioritura del commercio e dall’accumulo di grandi capitali nelle mani di intraprendenti mercanti. Le città che crebbero dal punto di vista economico e anche della popolazione fa si che vogliano sempre una maggiore autonomia.
Ricchezza economica ricerca di un’autonomia politica. Inoltre, le i comuni si formarono dove il potere dell’imperatore era più debole, infatti fecero fatica a svilupparsi in Germania dove il potere centrale era molto forte. I comuni approfittarono del progressivo indebolimento dell’autorità imperiale per comportarsi poco a poco come piccoli Stati indipendenti. In Italia le prime città che giunsero a darsi una costituzione comunale, e quindi a governarsi da sole, furono le repubbliche marinare (ovvero Pisa, Genova, Venezia e Amalfi), città portuali che, per la loro posizione geografica e per le ampie possibilità di commercio offerte dal mare, riuscirono abbastanza facilmente a sottrarsi dal controllo dell’imperatore e a raggiungere l’indipendenza. Molto più tardi, invece, sorsero i primi comuni nelle città dell’entroterra, ad esempio Milano.

Età comunale in Italia: contesto storico e caratteristiche

COME NASCONO I COMUNI NEL MEDIOEVO

GOVERNO DEI COMUNI ED ECONOMIA - Il governo dei comuni è un governo di tipo democratico ed è il primo nella storia dell’Europa. I comuni si organizzano tra di loro e utilizzano i loro eserciti per espandersi nel contado circostante. Dopo una prima fase di aspre lotte con i feudatari dei contadi, le comunità rurali vennero a loro volta progressivamente incorporate dal comune vincitore, tanto che possiamo dire che il feudo nell’Italia centro-settentrionale fosse già scomparso.
I comuni avevano dei poteri quasi sovrani, difatti: creavano le proprie leggi, coniavano le proprie monete, avevano i loro tribunali e i loro eserciti, ecc. I comuni sono ancora però, formalmente, sotto il dominio dell’imperatore, il quale aveva concesso una sorte di autogestione, quindi il potere del re è molto indebolito.
Per quanto riguarda l’economia non si basava solo più sull’agricoltura, che sì rimaneva l’attività principale ma era di sussistenza, mentre quella che arricchiva era l’attività commerciale. Infatti la nascita dei comuni è strettamente legata al sorgere di un’economia commerciale, la quale non era fondata sulla proprietà terriera, ma sugli scambi, sul denaro, sul lavoro ed era gestita da una nuova classe sociale ovvero la borghesia. Quest’ultima teneva, inoltre, relazioni commerciali anche con genti e paesi lontani nei mercati e nelle fiere annuali come quelle delle Fiandre e della Champagne.

CLASSI SOCIALI E ORGANIZZAZIONE POLITICA DEI COMUNI

All’interno dei comuni vi erano  quattro classi sociali:
•    I nobili: feudatari che avevano perso i loro feudi, ma che avevano mantenuto il titolo nobiliare
•    Il popolo grasso e il popolo minuto: appartenenti entrambi alla borghesia ma mentre quello grasso rappresentava la borghesia più ricca, quello minuto quella meno abbiente
•    Plebe: la parte di popolazione più povera.