La nascita dello Stato Nazionale

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Nel XV secolo nascono in Europa i primi Stati Nazionali: caratteristiche e contesto storico in cui avvenne questa trasformazione (3 pagine formato doc)

NASCITA DELLO STATO NAZIONALE

Storia.

Stato Nazionale. In coincidenza delle fasi conclusive del processo di unificazione nazionale della Francia, Spagna e Inghilterra (con la Guerra delle due Rose), si era affermata la tendenza al superamento della frammentarietà politica (dissolvenza dai legami feudali e rafforzamento del potere statale). Ciò avviene in questi paesi perché in essi le monarchi hanno raggiunto un’adeguata base territoriale.
Non nell’Italia, non nell’Impero germanico dove l’imperatore viene eletto dai 7 principi elettori.
In Francia  Luigi XI (1461), poi Carlo VIII (1483), in Spagna Ferdinando d’Aragona (1469) e in Inghilterra Enrico VII Tudor (1485) mirano ad accentrare il potere a spese di
-Chiesa
-Città autonome
-Grande feudalità.

Storia dell'Europa nel 1500

STATO NAZIONALE: DEFINIZIONE

Parliamo di monarchia moderna\nazionale quando essa giunge alla propria unificazione politica e territoriale, come avvenuto in Francia, Inghilterra, Spagna (più precisamente Castiglia) e Portogallo, dove il monarca, oltre a regnare su un territorio dai confini ben definiti, prende decisioni circa l’omogeneizzazione della cultura (es. lingua nazionale + grammatiche.)
Cosa si intende per Stato?
•    Comunità politica unita da stesse leggi e governo
•   Rousseau (Contratto sociale; teorico di democrazia e nazione, filosofo politico): comunità politica formata da individui uniti dalla stessa etnia, religione, lingua, cultura
•    Territorio delimitato da confini entro cui il monarca esercita il proprio potere per la prima volta vengono delimitati confini (prima limiti naturali). Es. in Ingh. dopo la guerra delle Due Rose.
Contesto storico
Romano - Tenenti
Filo conduttore del periodo (metà XIV – metà XVI) è il processo di sgretolamento del feudalesimo. La formazione degli Stati europei ne è una conseguenza, non il principio motore: essa non è infatti dovuta, come rivendicato dai sovrani, dalle successioni dinastiche, politiche matrimoniali e contese belliche. Non è paradossale affermare che essi si siano spesso formati nonostante, non grazie alle azioni dei loro principi, il cui successo è derivato dalla coincidenza con le forze profonde del paese che rappresentavano: un’interazione di elementi, appunto, per cui è avvenuto il declino del feudalesimo.

STATO NAZIONALE MODERNO

Parliamo delle potenti scosse demografiche, che si sono intrecciate ai progressi dell’economia mercantile e monetaria, che rinnovò la società agricolo e cittadina preesistente (a scantaggio della chiusa e particolaristica gerarchia feudale). I feudatari furono perciò costretti cedere sul terreno politico, giurisdizionale e perfino militare, subordinandosi ai poteri centrali, che meglio rispondono agli interessi di una nuova società, rinnovata a livello culturale, che va liberandosi al feudalesimo spirituale che la Chiesa aveva imposto in Europa e saldato a quello sociale-economico.
Nel frattempo la Chiesa stessa vive un momento di crisi: indebolimento della gerarchia ecclesiastica secolare per via degli ordini mendicanti, lotte di potere, corruzione del clero, riesumazione della cultura pagana (che coinvolge anche le arti).
Se sul piano politico-sociale il feudatario è ormai confinato nell’esercizio di una sola parte del potere, su quello etico intellettuale il sacerdote perde il monopolio sulle attività dello spirito.