Il Nazismo ed il potere di Hitler

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La nascita e l'ascesa al potere del Partito Nazista. (file. doc, 6 pag) (0 pagine formato doc)

Il nazismo Il nazismo Adolf Hitler e la nascita del Partito Nazionalsocialista Nato nel 1889 in Austria, a Braunau, figlio di un doganiere, Adolf Hitler si dimostrò uno studente mediocre, tranne che nel disegno, in cui riportava buoni voti.
A seguito della morte della madre, nel 1907, Hitler si trasferisce a Vienna, con l'intenzione di studiare all'Accademia di Belle Arti: venne però respinto all'esame di ammissione. Per vivere dovette trovare lavori occasionali (facchino, spalatore di neve e pittore di paesaggi), rimanendo comunque in uno stato di grave indigenza: mangiava alle mese dei poveri, e talvolta dormiva negli androni dei palazzi o nei dormitori pubblici. Persone che conobbero Hitler a quell'epoca dichiararono di essere rimaste colpite dal suo carattere energico e intransigente, e dalla sua grande ambizione, che si accompagnava però ad una certa indolenza: per quanto poteva, egli cercava di evitare ogni sforzo fisico.
E' in questo periodo che Hitler fa la conoscenza con “due pericoli di cui in precedenza a mala pena conoscevo il nome, e la cui terribile importanza per la sopravvivenza del popolo tedesco non comprendevo affatto: il marxismo e gli ebrei” (per usare le parole di Hitler stesso). Nel 1913 si trasferisce in Germania, a Monaco, dove si sentì immediatamente a proprio agio. Un anno dopo, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si arruolò volontario nell'esercito tedesco. Hitler combattè col grado di caporale sul fronte occidentale, dimostrandosi un soldato coraggioso, tanto da essere insignito della Croce di Ferro. Colpito agli occhi durante un attacco coi gas, venne ricoverato in un ospedale militare, e lì assistette impotente alla sconfitta della Germania. Dopo la fine della guerra, Hitler si butta in politica, aderendo a un piccolo movimento di estrema destra, il Partito dei Lavoratori Tedeschi, con sede a Monaco. Nel 1920 comincia a lavorare a tempo pieno per il partito (ribattezzato NSDAP, ovvero Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi), e l'anno dopo ne diviene il leader, grazie alle sue doti oratorie. Hitler era un ammiratore di Mussolini, e cerca di “copiare” il modello fascista: anche l'NSDAP ha una sua milizia, le SA (Sturmabteilung, Squadre d'Assalto, fondate nel 1920), note anche come “camicie brune” per via del colore dell'uniforme. Nel 1923 Hitler tenta un colpo di stato (il “putsch” di Monaco), che si risolve in un fallimento: egli viene condannato a 5 anni di reclusione (poi ridotti a 8 mesi per un'amnistia generale), il Partito nazista viene dichiarato fuorilegge e viene soppresso suo organo di stampa, il Völkischer Beobachter. Durante la detenzione nella prigione di Landsberg, Hitler scrive “Mein Kampf” (La mia battaglia), opera nella quale espone i principi dell'ideologia nazista e della superiorità della razza ariana. L'ideologia nazista I cardini dell'ideologia nazista enunciati in &ldquo