Oriente e Occidente nell'alto Medioevo

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Le differenze tra Oriente e Occidente nell'alto Medioevo, Islam, Impero Bizantino e le Crociate (4 pagine formato doc)

ORIENTE E OCCIDENTE NELL'ALTO MEDIOEVO

Occidente e Oriente nei secoli XII e XIII. Occidente e Oriente nell'alto Medioevo. Dopo il 1000, marinai, mercanti, monaci, pellegrini, cavalieri cominciarono a riannodare contatti con le altre popolazioni mediterranee; tali incontri avvennero all’insegna dell’incomprensione reciproca, dell’ostilità e della guerra.
All’aprirsi del II millennio tre società, tre religioni, tre culture si affacciavano e si confrontavano nel Mediterraneo: quella dell’Occidente europeo, quella bizantina e quella musulmana.
L’Europa presentava il livello più basso di benessere e di cultura e gli Occidentali erano considerati come barbari, in opposizione al lusso e alla ricchezza di Costantinopoli, di Damasco e di Baghdad, ma aveva un dinamismo e una carica d’aggressività che le avrebbero assicurato il successo.
I Bizantini non avevano combattuto guerre di conquista e non avevano fatto ricorso al confronto militare.

Un’aristocrazia forte e invadente, una piccola proprietà indifesa e impoverita, i cerimoniali, una burocrazia puntigliosa e una cultura astrusa erano segnali di un esaurimento dell’organismo imperiale.
Per l’Islam, che comprendeva zone vastissime dalla Persia alla Spagna, l’epoca dell’unità politica e religiosa e della jihad (guerra santa) contro gli infedeli era trascorsa, lasciando il posto ad una proliferazione di poteri e di sette.
Oltre le terre sul Mediterraneo, si stendevano enormi territori sconosciuti.
Nel ‘200, lungo le vie dell’Asia, si mossero alcuni viaggiatori europei, mentre sull’Europa si ripercuotevano le vicende del popolo dei Mongoli.

I rapporti tra Oriente e Occidente: tema

DIFFERENZE TRA ORIENTE E OCCIDENTE NEL MEDIOEVO

I Regni franchi d’Oriente, l’Islam e Bisanzio
La prima crociata aveva portato alla conquista di Gerusalemme e alla formazione, in Siria e in Palestina, di piccoli Stati retti da principi latini, tra cui il Regno di Gerusalemme, la Contea di Edessa, il Principato di Antiochia e la Contea di Tripoli.
In questi territori furono portate istituzioni ed usanze tipiche dell’Europa feudale, e accadde che i signorotti cristiani si combattessero tra loro e si alleassero con i signori musulmani della regione per conservare e ingrandire i propri possedimenti; sembrava che ogni città obbedisse ad un padrone diverso.
I Franchi d’Oltremare formavano uno strato di popolazione cristiana occidentale sopra una massa di popolazione indigena; la minoranza dominante viveva concentrata in poche città in prossimità della costa, avendo dinnanzi il mondo islamico.
Per la minoranza franca, i musulmani furono nemici implacabili e i Bizantini furono alleati prudenti e poco affidabili.
Nel mondo islamico esistevano fratture profonde: in Spagna, Africa, Egitto, Persia e nelle regioni centrali dell’Asia esistevano dinastie indipendenti e rivali, che compromettevano anche l’unità religiosa.
Intorno alla metà dell’XI secolo le vittorie ottenute sugli Arabi dai Turchi Selgiuchidi avevano portato all’istituzione della figura del sultano, in cui era concentrato il potere politico e militare, lasciando al califfo solo la preminenza religiosa.

Cristianesimo in Oriente e in Occidente: tema

L'ORIENTE NEL MEDIOEVO

Non si era ricomposta la frattura con l’Egitto, sotto la dominazione della dinastia araba sciita dei Fatimidi, che approfittarono della disgregazione del sultanato selgiuchide per occupare, nel 1098, la Palestina e Gerusalemme.
Nella seconda metà dell’XI secolo, l’Impero bizantino si scontrò in Occidente col dinamismo dei Normanni e ad Oriente con l’offensiva dei Turchi Selgiuchidi.
Nel 1071 i Normanni conquistarono Bari e si avviarono all’espulsione dei Bizantini dall’Italia Meridionale, mentre i Turchi distrussero l’esercito imperiale e si spinsero nella penisola anatolica.
L’Impero Bizantino fece leva sulla burocrazia, sulla coscienza della sua popolazione, sul prestigio della sua Chiesa e sulla posizione della sua capitale.
Costantinopoli era imprendibile e vi affluivano i maggiori mercati che ne facevano la città più ricca del tempo.
L’avvento degli imperatori della dinastia dei Comneni significò l’affermazione della grande aristocrazia agraria e l’emarginazione dei ceti mercantili più intraprendenti; conseguenza di questo furono gli accordi tra Alessio Comneno e Venezia nel 1082.
Agli inizi del XII secolo, Bisanzio aveva superato il momento più grave; ma l’Impero si sgretolò ancora, sotto i colpi dei Turchi ad Oriente e dei Bulgari e degli Slavi ad Occidente.
L’epilogo si ebbe nel 1204, con la presa della capitale da parte dei cristiani partecipanti alla quarta crociata.

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