Sardegna preistorica: prenuragica e nuragica

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Ricerca sulla preistoria in Sardegna: dall'età prenuragica a neuragica (2 pagine formato doc)

SARDEGNA PREISTORICA: PRENURAGICA E NURAGICA

Ricerca sulla preistoria in Sardegna.

L'età prenuragica:
I primi uomini giunsero in Sardegna intorno al 500000-100000 a.C. ; l'isola iniziò però a essere abitata stabilmente nei primi due millenni del neolitico ( 6000-2700 a.C. ).
In questo periodo i sardi abitavano in grotte e ripari sotto roccia.
Questi uomini, costruivano arpioni e punte di freccia utilizzando una pietra vetrosa : l'ossidiana, che si trova in gran quantità nel monte Arci, presso Oristano.
Nel neolitico medio (4000-3500 a.C.) fiorisce la cultura di Bonu Ighinu che prende il nome dalla grotta del sassarese dove per la prima volta, ne furono rinvenute le tracce.
Gli uomini di Bonu Ighinu vivevano in grotte, ma furono anche i primi a costruire villaggi di capanne; sapevano coltivare il grano e addomesticare gli animali.
Il culto della Dea Madre è l'elemento centrale della loro religiosità come rappresentano le statuette femminili dalle forme obese.
In questo periodo i defunti iniziarono a essere sepolti in grotticelle artificiali scavate nella roccia, le domus de janas ovvero case delle fate.

Tesina sulla storia della Sardegna


SARDEGNA PREISTORICA: ETA' NURAGICA

L'età nuragica:
Intorno al 1600 a.C., iniziò il lungo cammino del popolo dei nuraghi.
I primi veri nuraghi sorsero intorno al 1500 a.c.
La civiltà nuragica nacque dall'incontro di genti mediterranee di culture diverse.
I nuragici avevano un'unità etnico culturale molto forte, però erano organizzati in tribù e le tribù in clan.
Erano soprattutto pastori : le società pastorali sono storicamente guerriere, portate allo scontro e alla divisione più che all'unione perché il pastore ha sempre bisogno di pascoli liberi, e per procurarseli entrava in conflitto con i suoi vicini.
I nuragici erano dunque un popolo di pastori, organizzati in piccole comunità fortemente gerarchizzate, a capo delle quali stava un re-pastore, che deteneva i massimi poteri religiosi, politici e militari.
Il re-pastore viveva nel nuraghe; mentre i sudditi abitavano in capanne a pianta circolare, con alla base un muretto di pietra a secco e una copertura a cono di legno e fasche o pietra.
Anche adesso, i pastori sardi costruiscono capanne simili a queste, in sardo vengono chiamate pinnettas.    
Oggi gli storici, sono riusciti a ricostruire la storia nuragica, grazie soprattutto ai monumenti, quali le domus de janas, tombe dei giganti, menhir, dea madre, bronzetti, nuraghi, bettili e pozzi sacri.

Sardegna: ricerca di geografia


ANTICHE SEPOLTURE PREISTORICHE DELLA SARDEGNA, TOMBE

Le tombe dei giganti sono dei sepolcri collettivi monumentali del periodo nuragico .
La tomba dei giganti ha una facciata semicircolare a forma di corna taurine costituita da lastroni di pietra affiancati e confitti verticalmente nel terreno, oppure un muro di grossi massi.
Al centro della facciata semicircolare c'è una grande stele monolitica che reca, in basso, una porticina di accesso alla tomba.
Lungo il semicerchio, all'esterno, ci sono alcuni sedili in pietra sui quali dormivano i parenti dei sepolti per comunicare con i loro cari attraverso i sogni.
I nuraghi sono torri a tronco-coniche di pietra a base circolare costruite sovrapponendo grandi massi fra loro.
Alcuni nuraghi stanno in piedi da 3500 anni, grazie a una ben calibrata distribuzione di pesi, senza che vi sia alcuna traccia di materiale cementante.
Tra i circa 7000 nuraghi che ci sono in Sardegna, la maggior parte sono semplici, formati solo da una torre con un'ingresso alla base e un unico grande vano interno, alcune nicchie scavate nell'intercapedine, e una scala, anch'essa scavata nell'intercapedine, che porta alla sommità della torre.
Ci sono anche molti nuraghi più complessi formati da più torri raccordate a una torre centrale; hanno molte stanze, possono avere più di  un piano e poi corridoi, scale e camminamenti coperti.

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