Il regime fascista in Italia

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Untitled il regime fascista Nei primi giorni dell'agosto del 1914 scoppiò la priama guerra mondiale che vide impegnate Francia, Inghilterra e Russia da una parte e Germania e Austria-Ungheria dall'altra.
Questa grande guerra durò ben quattro anni e provocò gravi danni specialmente in Italia: tutti si illudevano che fosse solo una breve guerra trionfale ma in realtà fu una guerra di logoramento in cui morirono 600.000 italiani. Nel 1918 la guerra finì: la Germania perse molti territori ad est, che entrarono a far parte della Polonia; l'impero austriaco fu diviso in tre stati mentre le province slave formarono la Iugoslavia ed alcune regioni passarono all'Italia; l'Italia ottenne la città di Trento e Trieste, ma anche regioni popolate da tedeschi, sloveni e croati. Dopo la guerra ci fu una crisi economica che accentuò in tutta Europa le tensioni sociali: esse esplosero con particolare violenza in Italia.
Queste tensioni sociali portarono gli operai a cercare di ottenere salari più alti, ci fu uno sviluppo delle organizzazioni sindacali e ci furono più di 1800 scioperi. Il periodo compreso fra il 1919 e il 1920 fu chiamato "Biennio Rosso" perchè le proteste venivano guidate dai socialisti ed il rosso è il colore della sinistra. Si rafforzarono anche le organizzazioni contadine di tipo socialista; in Parlamento fecero la loro comparsa i partiti di massa il sui successo fu dovuto al partito socialista ed al partito popolare; più tardi quando il partito socialista si divise venne fondato il Partito comunista. Le prime elezioni del dopoguerra furono a suffragio universale maschile: a queste elezioni i socialisti ottennero 156 seggi cioè deputati, mentre il partito popolare solo 101. Questa situazione spaventò l'alta borghesia che sarebbe stata danneggiata dagli aumenti dei salari algi operai ma impensierì anche la piccola borghesia formata dagli impiegati i cui stipendi rimanevano bassi e prezzi aumentavano. Nel 1921 l'alta borghesia utilizzò un movimento di recente formazione: quello fascista, fondato da Benito Mussolini per eliminare le organizzazioni socialiste e tutti coloro che animavano scioperi e proteste. Per fare ciò i fascisti organizzarono squadre d'azione a cui i grandi proprietari terrieri fornirono mezzi e uomini. Alle elezioni del 1921 i fascisti ottennero 35 seggi su 500 ma nel 1922 i fascisti ritennero di aver forze sufficienti per ottenere la guida dello Stato italiano; Mussolini richiese perciò di essere nominato primo ministro minacciando di far marciare i suoi uomini su Roma e di occupare la città. Il re cedette e Mussolini divenne capo del governo. Alle elezioni successive i fascisti costrinsero molti a votare per loro uccidendo chi si opponeva; quando un deputato socialista, Giacomo Matteotti, denunciò questa situazione fu ucciso (era il 1924). Negli anni seguenti i fascisti eliminarono ogni libertà, i partiti furono sciolti, gli scioperi furono proibiti e in Italia fu instaurata la dittatura fascista. Gli oppositori venivano con