I regni romano-germanici: riassunto

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Riassunto della storia dei regni romano-germanici: vandali, ostrogoti, goti e franchi (2 pagine formato doc)

REGNI ROMANO-GERMANICI: RIASSUNTO

I regni romano-germanici.

I Goti: I popoli che all'epoca delle grandi migrazioni si spostavano da oriente verso occidente erano molto diversi gli uni dagli altri. I goti erano una delle tribù germaniche orientali. A ondate successive sbarcarono sulle coste del Mar Baltico e si stabilirono prima nell'attuale Polonia, poi si diressero a sud. Furono a più riprese nemici di vari imperatori, ma a volte anche loro alleati contro altre popolazione barbariche.
I goti si divisero poi in VISIGOTI (ramo occidentale) e OSTROGOTI (ramo orientale). Nel IV e nel V secolo furono spinti a occidente dagli unni e a partire dal V secolo fondarono diversi regni romano-germanici: i più importanti furono quello dei visigoti, corrispondente grosso modo all'attuale Spagna, e il regno degli ostrogoti, che comprendeva l'Italia.
I goti erano guerrieri temutissimi, i prigionieri catturati in battaglia venivano sacrificati a Tyr, il dio della guerra.
I capi e i sacerdoti goti provenivano da un'aristocrazia separata dal resto del popolo. Gli antichi re erano venerati come dei, ma solo dopo la loro morte, fino a che era in vita, il re era una figura poco al di sopra della casta dei guerrieri.

I regni romano-barbarici e l'impero bizantino: riassunto

REGNI ROMANO-GERMANICI: DEFINIZIONE

Gli Ostrogoti: Quando si stabilirono in Occidente, i goti erano già da decenni a contatto con i popoli dell'impero, dai quali avevano appreso molte usanze, a volte i loro capi erano cresciuti nelle corti romane, come l'ostrogoto TEODORICO (454-526), che da quella di Costantinopoli aveva assorbito gli ideali della classicità. Il termine barbari con cui sono spesso designati gli ostrogoti non si riferisce alle loro usanze e costumi, ma solo una differenza dagli altri regni.
Teodorico sconfisse a più riprese Odoacre, il re degli eruli che nel 476 aveva deposto Romolo Augustolo e per tanto si considerò un restauratore della “pace romana” in Italia, anche se di fatto fondò un suo regno nella penisola. A confermare il suo ruolo di difensore della romanità, questo sovrano accolse nella corte di Ravenna i principali intellettuali latini, il suo regnò rappresentò un periodo relativamente pacifico e sereno per l'Italia.
Teodorico seguì la stessa politica di Odoacre, lasciando ai romani che non gli si opponevano i loro impieghi amministrativi e politici, ma riservando ai goti i compiti di sicurezza e difesa. Inoltre ridistribuì le terre, destinando ai romani i due terzi delle terre incolte o strappate agli eruli e assegnando il restante terzo alla popolazione ostrogota. In tal modo si assicurò l'appoggio della classe dirigente latina.