Il regno feudale d'Italia

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Note sintetiche sul tentativo assai fragile di istituire uno stato unitario nei territori che i franchi avevano occupato a nord dei possedimenti della Chiesa (888-961 d.C.) (3 pagine formato pdf)

Si parla di regno feudale d'Italia per indicare il tentativo assai fragile di istituire uno stato unitario nei territori che i franchi avevano occupato a nord dei possedimenti della Chiesa.



Il regno d'Italia si rivelò però assai fragile e pure l'indicazione cronologica 888-961 è accettabile solo con grande fatica. In realtà, in questo periodo il regno cambiò continuamente sovrano, fu conteso e non si mostrò mai seriamente unito.


Nel 888 il marchese Berengario del Friuli (appartenente alla dinastia carolingia) venne eletto re d’ Italia da una dieta di feudatari. Tuttavia non gli fu assolutamente facile prendere il potere: infatti sul regno d’ Italia vantava pretese pure il duca Guido di Spoleto, pur esso appartenente alla famiglia carolingia.



In un primo tempo Guido pareva destinato ad ottenere la corona di Francia assegnata invece a Oddone di Parigi e quindi deluso nelle proprie aspettative tornò in Italia e si fece incoronare re a Pavia ed imperatore a Roma. Il marchese Berengario chiese quindi aiuto al re di Germania Arnolfo di Carinzia il quale scese in Italia e sconfisse Guido di Spoleto ma si fece a sua volta incoronare imperatore a Roma, e pretese per sé il titolo di re d'Italia.


Nel giro di pochi anni morirono sia Guido che Arnolfo e allora Berengario tentò di reclamare per sé il titolo di re d'Italia (905). A questo punto si fece però avanti Ludovico della bassa Borgogna (Provenza), anche questo di famiglia carolingia.