Resistenza partigiana: riassunto

Appunto inviato da michiivrea
/5

Resistenza partigiana: riassunto del movimento nato nel corso della seconda guerra mondiale contro l'occupazione delle truppe tedesche e italiane in Europa (9 pagine formato doc)

RESISTENZA PARTIGIANA: RIASSUNTO

La resistenza partigiana.

La resistenza. Resistenza è il nome dato al movimento nato nel corso della seconda guerra mondiale contro l'occupazione delle truppe tedesche e italiane in Europa e contro l'occupazione giapponese in Estremo Oriente e Oceania.
In Europa non si limitò ad essere movimento di liberazione nazionale contro l'occupante, ma spinse i gruppi antifascisti a battersi contro i sostenitori dei governi fantoccio creati in quasi tutti i territori occupati dalle forze dell'Asse. Da ciò nacquero gruppi di antifascisti che assunsero quasi dovunque la direzione del movimento di liberazione nazionale.
Dapprima fu un fenomeno passivo di disubbidienza civile e di resistenza morale, quindi alla lotta, alimentata da giornali clandestini, parteciparono sempre più le masse operaie e contadine con scioperi, allo scopo di ostacolare la produzione bellica; infine in varie nazioni divenne una vera e propria guerriglia. In vari paesi (essenzialmente dell'Europa orientale in cui l'influenza dell'URSS era più forte) la lotta coincise con lo sforzo per abbattere strutture sociali ed economiche arretrate e regimi conservatori preesistenti.

La Resistenza partigiana e la Liberazione: riassunto

COS'E' LA RESISTENZA IN STORIA

Storia. La tecnica della guerra partigiana. Le prime forme di lotta furono la resistenza passiva e il sabotaggio; quando si passò ad azioni di “guerra” vere e proprie, i partigiani dovettero elaborare una strategia militare particolare. Gli occupanti infatti non riconoscevano al partigiano prigioniero nessuno dei diritti previsti dal codice internazionale di guerra, e la durezza della repressione contro le “attività ribelli” raggiunse gradi di estremo rigore. L’organizzazione clandestina riuscì a lottare contro le forze naziste grazie alla solidarietà ed agli aiuti ricevuti dalla popolazione civile. Gli elementi collaborazionisti dovevano diventare per i partigiani obiettivo di rappresaglia che giungeva fino all'eliminazione fisica dei singoli individui. Il primo passo sulla via della lotta armata era rappresentato dall'attacco ai presidi isolati, soprattutto per procurarsi le armi; poi vi era un’attività di spionaggio militare a favore degli Alleati e la mobilitazione delle masse per spingerle agli scioperi e al sabotaggio.

La resistenza in Italia dopo la Seconda guerra mondiale: riassunto

GUERRA PARTIGIANA RIASSUNTO

Rapporti con gli Alleati. L'appoggio delle potenze alleate fu di grande aiuto alla lotta partigiana. Londra, sede di numerosi governi in esilio di paesi occupati, offrì con le trasmissioni della BBC informazioni, notizie, parole d'ordine per il collegamento e il coordinamento delle azioni partigiane. Sul piano dei rifornimenti militari (paracadutati per via aerea) il governo inglese si impegnò a fondo. L'URSS, che aveva da sostenere un movimento partigiano nelle retrovie nemiche sul proprio territorio nazionale, svolse un'analoga funzione per i paesi dell'Europa orientale nella seconda fase della guerra. Gli Stati Uniti si occuparono essenzialmente del teatro di guerra dell’Estremo Oriente. Va notato tuttavia che, soprattutto nel caso della Gran Bretagna, l'indirizzo prevalente era quello di chiedere alle forze della Resistenza un'azione di sabotaggio subordinata al piano militare alleato, evitando le iniziative su vasta scala.

Seconda guerra mondiale: cronologia, battaglie e protagonisti