Classe operaia nella seconda rivoluzione industriale: riassunto

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Breve riassunto sulla formazione della classe operaia e la seconda rivoluzione industriale, le cause e le conseguenze (2 pagine formato doc)

CLASSE OPERAIA NELLA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La formazione della classe operaia. L’introduzione della macchina a vapore consentì l’applicazione della divisione del lavoro, con la scomposizione del ciclo produttivo in singole operazioni affidate a differenti operai.

Fu così collaudato il sistema di fabbrica criticato da Marx nel Capitale (67) perché trasformava l’operaio in macchina.
Si formò la classe operaia. Numerosi erano gli avventizi (lavoratori impiegati per brevi periodi, con condizioni simili ai braccianti agricoli). Il salario all’inizio poteva essere in natura.
Esisteva molta disuguaglianza tra il reddito di lavoratori specializzati e generici. Nelle città i sovraffollati quartieri operai erano malsani, privi di infrastrutture e servizi. Le precarie condizioni igieniche e le malattie aumentarono la mortalità. Le condizioni di lavoro erano pericolose e faticose (incidenti e aumento del tempo lavorativo con l’illuminazione a gas fino anche a 14 ore al g).

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MOVIMENTO OPERAIO SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

I primi provvedimenti tra il 33 e il 50 in GB. Il Factory Act del 33 riduceva l’orario di lavoro dei bambini a 9 ore e per gli und18 a 12 ore. Nel 50 venne fissato a 10 ore per tutti. Nelle miniere venne vietato lo sfruttamento di donne e bambini dal 42. Furono vietati i pagamenti in natura e furono istituiti gli ispettori di fabbrica per limitare il potere e gli abusi dei datori di lavoro.

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
L’industrializzazione aveva dato il via allo sviluppo economico moderno a partire dal 18 sec in Gran Bretagna. Dal 1870 la seconda rivoluzione industriale, di cui Germania e Stati uniti furono i paesi leader. Questa fase fu caratterizzata da innovazioni tecniche incentrate su elettricità, chimica, acciaio, diffusione della grande impresa e della produzione su larga scala e dalle grandi masse operaie. Dal ferro si passò all’acciaio (ferro+ghisa), ma ancora poco utilizzato per i costi elevati. Il suo utilizzo era limitato a settori, solo dal 56 si produsse acciaio a buon prezzo. Le innovazioni in campo metallurgico continuarono con nuovi metalli (zinco, alluminio, nichel…) e furono introdotti nuovi metodi per la preparazione di nuove leghe. La maggiore novità fu l’impiego dell’elettricità in campo industriale e civile. Faraday nel 21 inventò il motore elettrico e nel 31 la dinamo.

Salario nella Seconda rivoluzione industriale: riassunto

CONDIZIONE OPERAIA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Ma i motori elettrici che dipendevano dalle batterie erano ancora poco convenienti; l’elettricità venne utilizzata inizialmente solo per il telegrafo. Nella seconda metà del 19 iniziò la creazione delle reti elettriche. Vennero inventati i treni elettrici, i tramvai, la lampadina. La chimica industriale ebbe un ruolo di primo piano in Germania (coloranti artificiali, fertilizzanti sintetici, aspirina). Uno dei motivi del successo industriale tedesco era l’altissimo livello raggiunto nell’istruzione tecnica, grazie alle università sostenute dallo Stato, che scommettevano sulla ricerca scientifica. Mentre le università britanniche rimasero religiose, Francia e Stati Uniti seguirono poi l’esempio tedesco. La ricerca scientifica venne promossa anche attraverso le attività di alcuni organismi statali, come la francese Academie des Sciences, e delle società scientifiche, che pubblicavano i risultati degli studi e organizzavano conferenze per la diffusione delle scoperte e per il confronto (aumentò il n° delle riviste scientifiche).

Conseguenze della Seconda rivoluzione industriale

IL MOVIMENTO OPERAIO DELL'800

Le Esposizioni universali celebravano i successi dell’industria: la prima a Londra nel 51 con giurie internazionali e visitatori. Nel 67 a Parigi. Venne introdotto dopo il 50 negli Stati Uniti il “sistema di fabbrica” e consisteva nella realizzazione di prodotti complessi, mediante l’assemblaggio sequenziale di singoli pezzi intercambiabili (lavorazione a ciclo continuo). Dominava il libero scambio, sostenuto in particolare dalla Gran Bretagna, dove c’erano pochi e contenuti dazi solo su prodotti di lusso non britannici. Con il trattato di Cobden-Chevalier nel 60 con la Francia vennero eliminati molti dazi. Con la clausola della “nazione favorita” beneficiavano di qualsiasi riduzione tariffaria concessa dall’altro a un paese terzo. In seguito gli altri paesi ->processo di riduzione in tutta Europa.