Il culto del littorio: riassunto

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Riassunto del testo di Emilio Gentile, Il culto del littorio: la sacralizzazione della politica nell'Italia fascista (7 pagine formato doc)

IL CULTO DEL LITTORIO: RIASSUNTO

Emilio GentileIl culto del littorio. Introduzione: alla ricerca di una religione civile per la Terza Italia.

Anche in Italia, come ovunque, il nazionalismo moderno venne formandosi sul principio della divinità della patria. Il mito della rigenerazione morale degli Italiani attraverso una religione della nazione fece presto presa sulle élite dominanti. Si trasferì dal mito della rivoluzione dei giacobini italiani, al misticismo politico di Mazzini fino alla classe dirigente postrisorgimentale sotto forma di mito della ‘rivoluzione nazionale incompiuta’ (un’unificazione avvenuta con l’indifferenza o l’ostilità della maggior parte della popolazione).
Nonostante gli amministratori della Terza Italia avvertisse la necessità di dar forma ad una coscienza unitaria collettiva attraverso una religione laica nazionale, i risultati in questo senso furono assai modesti a causa:
1) della convivenza nella stessa classe dirigente di visioni contrapposte di quale avrebbe dovuto essere la nuova religione e di come essa sarebbe dovuta essere diffusa tra le masse;
2) lo scarso impegno e coesrenza della pedagogia nazionale;
3) la funzione commemorativa delle liturgie nazionali improntate alla mestizia e al ‘rito del rimpianto’;
4) la mancanza di continuità e coordinamento delle manifestazioni nazionaliste che coinvolgevano sempre una ‘massa d’occasione’ e mai una ‘massa liturgica’;
5) la concorrenza agguerrita della religione internazionale del socialismo;
6) la fondamentale diffidenza della classe dirigente risorgimentale nei confronti delle masse.

Le tappe dell'ascesa del fascismo al potere

IL CULTO DEL LITTORIO EMILIO GENTILE: RIASSUNTO

Agli inizi del nuovo secolo la borghesia liberale abbandona definitivamente ogni proposito di formazione religiosa degli italiani. L’obbiettivo della rigenerazione morale culturale viene assorbito dall’avanguardia modernistica e presentato come via d’uscita alla crisi esistenziale dell’uomo moderno dopo la caduta delle fedi tradizionali.

La religione proposta da questi intellettuali era però una fede aristocratica che ignorava le masse e la liturgia.
Rilevante impulso alla sacralizzazione della politica venne, con la Grande guerra, dal mito dell’esperienza di guerra, dalla propaganda patriottica e dal culto dei caduti (l’inaugurazione dei monumenti dei caduti divenne occasione per i primi esperimenti di liturgia di massa). Attraverso il sacrificio del sangue e la violenza rigeneratrice della guerra (presentata come la continuazione della rivoluzione risorgimentale) il nazionalismo italiano diffuse, per la prima volta in dimensioni veramente di massa, il mito della patria.
Spiccò in questa fase la figura di D’Annunzio che si elesse a profeta della religione della patria e fu efficace ed influente inventore di miti, riti e simboli nazionalisti.

La propaganda nella Prima guerra mondiale e il suo significato

IL CULTO DEL LITTORIO: LA SACRALIZZAZIONE DELLA POLITICA NELL'ITALIA FASCISTA

1. La santa milizia. Il fascismo ebbe origine (come molti altri movimenti quali il combattentismo, l’arditismo e il futurismo) da quello stato di effervescenza prodotto dalla guerra. Inizialmente il fascismo si limitò a presentarsi come il continuatore del radicalismo nazionale di cui riprese la religione. La novità del fascismo stava nel dare a questa religione una diffusione di massa e uno sviluppo metodico. In questa fase i riti e i simboli fascisti sorsero in modo spontaneo e sincretico da una moltitudine di tradizioni precedenti.