Riforma della chiesa nell'anno Mille

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La riforma della chiesa avvenuta nell'anno Mille (3 pagine formato )

RIFORMA DELLA CHIESA ANNO MILLE

La riforma della chiesa nell'anno Mille.

La situazione della Chiesa.
Con il “privilegio di Ottone” del 926, l’imperatore aveva riconosciuto l’autorità del pontefice ma si era riservato il diritto di approvarne l’elezione. Da quel momento l’ingerenza del potere imperiale nelle questioni ecclesiastiche era aumentata a dismisura, anche e soprattutto attraverso la nomina dei vescovi-conti, vescovi a cui l’imperatore concedeva il governo delle città.
La nomina dei vescovi-conti era una strategia imperiale per combattere l’autonomia dei feudi che, grazie all’eredità, divenivano di fatto proprietà dei feudatari: il feudo dei vescovi, invece, alla morte degli stessi, tornava di proprietà dell’imperatore. I vescovi, quindi, erano sempre più figure politiche e la loro nomina avveniva sempre più spesso dall’imperatore e non tramite l’elezione del popolo e del clero.
Questa dipendenza della Chiesa dal potere laico era considerata la causa di diverse forme di corruzione dei costumi ecclesiastici fra cui:
1.    la SIMONIA, cioè la vendita delle cariche ecclesiastiche, con i relativi feudi, al miglior offerente
2.    il CONCUBINATO degli ecclesiastici, cioè la convivenza di un prete con una donna

RINASCITA DELL'ANNO MILLE: RIASSUNTO

Tutto ciò suscitava scandalo tra i fedeli e il rapporto tra la Chiesa e la società si andava progressivamente deteriorando. Da questa situazione nacque, all’interno della Chiesa, un’esigenza di lotta contro la decadenza dei costumi, che si manifestò nel movimento riformatore che si proponeva di riportare la Chiesa all’antica purezza dei costumi. La riforma monastica e il Papa Niccolò II
Il movimento riformatore trovò la sua espressione principale nel monastero benedettino di Cluny, in Francia.
I monaci di Cluny, i cluniacensi, si resero indipendenti dai signori feudali e fondarono in tutta Europa centinaia di altre abbazie legate alla casa-madre. Il movimento cluniacense costituiva un’importante forza che obbediva solo al Papa. Da questo movimento uscì il suo più fervente sostenitore della riforma della Chiesa, il monaco Ildebrando di Soana, il futuro Gregorio VII.
Una prima parte della riforma ecclesiastica, riguardo l’elezione del pontefice, avvenne per opera del papa Niccolò II che godeva dell’appoggio di Matilde di Canossa, marchesa di Toscana, e di Roberto il Guiscardo, capo dei Normanni, contro l’imperatore Enrico IV di Germania.

Religione nell'anno Mille

LA CHIESA NELL'ANNO MILLE

Il pontefice stabilì che l’elezione del Papa dovesse essere del tutto libera dall’ingerenza del potere imperiale e dovesse essere effettuata dal Collegio dei Cardinali, i vescovi titolari delle più antiche chiese di Roma e delle diocesi del territorio romano.
Con altri decreti Niccolò II combatté la simonia e la corruzione del clero e cercò di togliere all’imperatore il diritto di eleggere i vescovi.
Lo Scisma d’Oriente (1054)
Un evento molto importante, che segnò profondamente la storia della Chiesa e che ancora oggi divide dolorosamente la Chiesa ortodossa da quella cattolica romana fu lo Scisma d’Oriente.
Prima di papa Niccolò II, durante il pontificato di Leone IX, il papa scomunicò il Patriarca di Costantinopoli il quale reagì scomunicando a sua volta Leone IX e quindi la Chiesa d’oriente si separò da quella di Roma.