Le riforme agrarie dei Gracchi: riassunto

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La Riforma agraria dei fratelli Gracchi spiegata in modo sintetico e facile (2 pagine formato doc)

RIFORMA DEI GRACCHI

I fratelli Gracchi e la loro riforma.

Le cause della riforma: Solitamente i terreni conquistati venivano distribuiti ai soldati ma nel caso delle guerre puniche fu diverso perché vennero occupati territori vasti e molto importanti, i senatori e gli ufficiali approfittando del loro potere riservarono per loro i terreni più fertili e vasti.
Inoltre acquistarono terreni a basso prezzo a causa della loro nobiltà così i terreni prima coltivati da umili contadini diventarono latifondi coltivati da schiavi, quindi cambiò completamente la società. I contadini sfrattati si recarono nelle città con la speranza di trovare un lavoro ma molti divennero delinquenti per contrastare la fame.
Con queste distribuzioni di terreni venne anche violato un articolo a favore dei plebei.
Tiberio Gracco e la riforma:
Tiberio Gracco fu un tribuno della plebe che a causa dei disordini creati e dalla netta differenza di ceto della popolazione, decise di proporre una riforma agraria per contrastare l’ingiustizia sociale.
La legge limitava l'occupazione delle terre dello stato a 125 ettari e riassegnava le terre eccedenti ai contadini in rovina. Una famiglia nobile poteva avere 500 iugeri di terreno, più 250 per ogni figlio, ma non più di 1000; i terreni confiscati furono distribuiti in modo che ogni famiglia della plebe contadina avesse 30 iugeri (7,5 ettari).

Riforme agrarie dei Gracchi: riassunto

LE RIFORME AGRARIE DEI GRACCHI: RIASSUNTO

Il provvedimento era sostenuto dal popolo anche attraverso scritte sui maggiori monumenti e sulle pareti dei portici di Roma fu ricusata sdegnosamente dai ricchi che tentarono inutilmente di incitare una rivolta contro Tiberio.
I possidenti si appoggiarono allora ad un altro tribuno della plebe, il giovane Marco Ottavio, che accettò di porre il veto alla legge agraria. Tiberio in risposta al veto scrisse una legge ancora più restrittiva per i possidenti terrieri e iniziò così una sfida tra i due tribuni che quotidianamente si cimentavano in senato in dure sfide oratorie. Con un nuovo editto proibì ai magistrati di intraprendere affari sino alla votazione della legge e questi come risposta si dimisero dalle loro cariche arrivando anche ad assoldare sicari per far uccidere Tiberio.

I CAMBIAMENTI NELLA SOCIETA' ROMANA E LE RIFORME DEI GRACCHI

Al Campidoglio, dove era radunato il popolo per votare, c'era un tale rumore che non si riusciva a parlare. Tiberio fu informato che i suoi nemici avevano un piano per uccidere il console Muzio Scevola e negli sviluppi dell'assemblea cominciò a diffondersi il panico, con i sostenitori di Tiberio che impugnarono le lance come per difendersi.
I nemici di Tiberio corsero al Senato e denunciarono il fatto: il senatore Publio Cornelio Scipione esortò i suoi a far rispettare la legge e i suoi partigiani marciarono armati fino al Campidoglio. Ne seguì una carneficina nella quale persero la vita oltre trecento cittadini romani e tra loro lo stesso Tiberio, ucciso a bastonate. Il suo cadavere fu gettato nel Tevere e i suoi amici condannati a morte o esiliati senza processo.