Riforma protestante e controriforma cattolica: riassunto

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Riforma protestante e la controriforma cattolica: riassunto su Martin Lutero, Zwingli, Calvino, Legge Salica, Concilio di Trento e Compagnia di Gesù (4 pagine formato doc)

RIFORMA PROTESTANTE E CONTRORIFORMA CATTOLICA

1.

ERESIE E SCISMI NELLA LUNGA STORIA DELLA CHIESA
Il termine “eresia” significa scelta di una dottrina diversa da quella professata dalla Chiesa. “Scisma” significa separazione che porta cambiamenti, uno dei più noto fu quello che separò la Chiesa d’Oriente(bizantina) da quella Occidentale(fedele a Roma). Lo scismatico diverrà comunque anche eretico in quanto non si attiene a ciò determinato dall’autorità della Chiesa. Eresie e scismi furono frequentissimi nel Medioevo, molti staccarono da Roma, rifiutandone l’autorità e appellandosi alle Sacre Scritture.
La più grave eresia e scisma di tutte fu quella chiamata “Riforma Protestante”, che diede vita alla Chiesa protestante.

Martin Lutero e Riforma protestante: riassunto

RIFORMA PROTESTANTE RIASSUNTO

2. LE ASPIRAZIONI ALLA RIFORMA RELIGIOSA
A far scoppiare questa riforma fu l’esigenza di una religiosità più interiore e l’insofferenza per l’accumulo di benefici ecclesiastici e lo scandalo della successione per eredità del papato. Molti chiedevano la convocazione di un concilio ecumenico, l’unico strumento per far terminare questi scandali e abusi. Molti nella Curia romana avevano paura di questo concilio in quanto poteva mettere a repentaglio la centralità del potere papale. La chiesa aveva accumulato vastissime terre le cui rendite anziché andare a vantaggio dei poveri rimanevano nelle casse del papato e per questo la popolazione appoggiava la riforma. Anche gli uomini di cultura ne erano favorevoli, i quali criticavano la decadenza del clero e spingevano per una più intima ricerca di Dio. Il più colto tra questi umanisti fu Desiderio Erasmo da Rotterdam si ispirava al Vangelo ma considerava la Bibbia piena di errori, egli si impegnò a conciliare la cultura con la religione cristiana.

Riforma protestante e controriforma: riassunto

RIFORMA PROTESTANTE E CONTRORIFORMA

3. LE RADICI DELLA RIFORMA PROTESTANTE
Questa Riforma costituì la definitiva frattura dell’Occidente cristiano. Le radici di questa riforma sono più dottrinali che morali e politiche. Anche se il clero e il papato fossero stati lineari ad amministrare le loro posizioni, comunque la riforma sarebbe scattata in quanto trova le sue radici nelle predicazioni di John Wycliffe e Jan Huss che contestarono la validità del clero, appellandosi unicamente alle Sacre Scritture.

4. MARTIN LUTERO E LA SUA RIFORMA
Martin Lutero, frante agostiniano, di origine contadina, dette inizio alla Riforma. Insegnò all’Università di Wittenberg, era un uomo angosciato dal pensiero del peccato e della salvezza. In contrasto con le tesi umaniste sentiva alla maniera medievale, indegnità dell’uomo in confronto con Dio. Indagò sulle Sacre Scritture e trovò che l’uomo si salva non per meriti suoi, ma solo grazie ai meriti di Cristo morto per lui sulla croce. Così formulò la dottrina della salvezza “giustificazione per la solo fede”, cosa che andava contro a quanto sosteneva la Chiesa, e cioè che l’uomo contribuiva alla propria salvezza anche con penitenze e offerte al clero. E poi la dottrina di Lutero vedeva Dio come Padre buono e non come Giudice(cosa che si afferma nel Vecchio Testamento). Con questo Dio pieno d’amore si avvicinava infinitamente il rapporto tra uomo e Dio (padre/figlio). Lutero sostiene che l’uomo può essere giustificato solo in virtù della sua fiducia verso Dio, ma che solo a pochi eletti, voluti da Dio, è destinata la salvezza, questo è il concetto della predestinazione.

Riforma protestante: cause e conseguenze

RIFORMA PROTESTANTE E CONTRORIFORMA: RIASSUNTO

Afferma però che ognuno deve considerarsi come già eletto e avere tanta fede, nella speranza di esserlo davvero. Da ciò risultò rivoluzionata la credibilità dei sacramenti, ritenuti di per sé capaci di infondere la salvezza anche senza la partecipazione del fedele e ciò Lutero non lo permetteva. Solo il battesimo e l’eucarestia conservarono la loro importanza. Quindi il rapporto religioso si realizzava come un colloquio tra il fedele e Dio. Ogni credente divenne sacerdote di se stesso e in quanto egli aveva un libera interpretazione delle Sacre Scritture, detto libero esame. Con ciò la Chiesa perdeva ogni autorità. Si è detto che la strada della Riforma è stata spianata dell’Umanesimo di Erasmo da Rotterdam, ma era ben lontana dall’ottimismo dell’umanesimo e ciò portò alla rottura tra Lutero ed Erasmo. Erasmo non si sentiva in grado di prendere posizioni risolutiva tra Lutero e la Chiesa, mantenendo così un atteggiamento liberale e laico.