Rivoluzione industriale: cause e conseguenze

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Le cause della Prima rivoluzione industriale e le conseguenze sociali e urbanistiche (4 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: CAUSE

Le cause della Rivoluzione industriale e le conseguenze sociali e urbanistiche
INCREMENTO DEMOGRAFICO: I motivi possono trovarsi in una più adeguata alimentazione e in più corrette norme igieniche e l’assenza di guerre devastanti.

AUMENTO DEI CONSUMI: Conseguenza dell’aumento demografico che coinvolge soprattutto il settore agricolo, dove le novità scientifiche quintuplicano i redditi investiti.

COMMERCIO: Principale fattore di cambiamento.

La città commercialmente più avanzata è l’Inghilterra.
Legge del mercato dell’epoca: “la merce va acquistata dove costa meno e va venduta dove la pagano di più”. Di conseguenza un miglioramento del sistema ferroviario.

J. L. MAC ADAM: Inventore del Macadam che consiste in una massicciata in ghiaia a granulometria decrescente verso la superficie stradale con conseguente stabilità e durabilità del manto stradale.

Rivoluzione industriale: cause

CAUSE E CONSEGUENZE DELLA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

BANCHE DI INVESTIMENTO: Aumento e diffusione delle banche di investimento per i consistenti guadagni nel sistema industriale.

PRODUZIONE SIDERURGICA: La vera base dello sviluppo industriale e si affermerà nei paesi che hanno materie prime indispensabili.

HENRY BESSEMER: Inventore del convertitore che consente di trasformare la ghisa in accaio (1855).

SFRUTTAMENTO: Braccianti espulsi dall’agricoltura sono costretti ad accettare lavori con orari massacranti. Vi è di conseguenza lo sfruttamento infantile e delle donne.

Rivoluzione industriale: cause in sintesi

CONSEGUENZE RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

CONSEGUENZE SANITARIE DRAMMATICHE: la mancata fornitura di infrastrutture adeguate all’espansione creano fogne a cielo aperto con l’aumento delle malattie.

CONURBAZIONE: La crescita urbana che manca degli elementi indispensabili alla funzione sociale della città come la piazza, la chiesa, la scuola…

TRADE UNIONS: Organizzazioni contro lo sfruttamento lavorativo e difendono i diritti dei lavoratori.

UTOPIA: (dal greco “non luogo”) Il primo a darne un significato fu Thomas More dicendo che l’utopia è un’isola misteriosa su cui approda un naufrago, il quale resta colpito dal fatto che gli abitanti dell’isola vivevano in un rapporto di fraternità e beatitudine e non conoscevano le bassezze della razza umana.

UTOPIA (OGGI): è sinonimo di perfezione, impossibile però da ottenere in un insieme complesso e variegato come la società umana.

ROBERT OWEN: Padre del socialismo inglese, richiede un miglioramento del lavoro operaio dicendo che lo sviluppo industriale ha bisogno del consumatore, quindi un aumento dei salari. Crede, inoltre, che i mali dell’epoca siano nelle città e nel suo degrado (Ideologia Antiurbana). Progetta l’utopico Parallelogramma dell’Armonia. (1771 – 1858)
CHARLES FOURIER: Utopista francese che dice che la società umana dovrebbe vivere in comunità autosufficienti di 1000 persone abitando Falansteri, grandi strutture edilizie collettive destinate alla vita e al lavoro delle comunità da realizzarsi in compagna. (1772 – 1837)

ETIENNE CABET: Utopista che segue l’ideologia di More. Scrive un racconto fantastico sull’argomento “Viaggio in Icaria”. (1788 – 1856).

JEAN BAPTISTE GODIN: Utopista ed industriale affermato. Progetta la fabbrica con annessa un Familisterio, centro abitativo comprendente di teatro, asilo nido ecc. Si realizza realmente a Guise. (1817 – 1889).

Rivoluzione industriale: storia, cronologia, caratteristiche