Roma contro Cartagine: cronologia

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Roma contro Cartagine: cronologia delle guerre puniche (2 pagine formato doc)

ROMA CONTRO CARTAGINE

Roma contro Cartagine.

Descrizione di Cartagine. Nel III secolo Cartagine era una grande potenza con una flotta senza rivali sul piano militare e commerciale. era situata vicino a Tunisi ed era interessata soprattutto al commercio dei metalli. I Cartaginesi erano famosi per essere i marinai più esperti del Mediterraneo.
Non avevano un esercito terrestre composto da cittadini: quando serviva assoldavano dei mercenari. Dal punto di vista politico era una repubblica aristocratica (oligarchia).
Al vertice c’erano due magistrati (sufeti) presi ogni anno tra le famiglie nobili.
Roma era in buoni rapporti con Cartagine (trattato) e aveva sia relazioni economiche che culturali.
I rapporti si guastarono quando entrambe le potenze ebbero l’opportunità di controllare Messina.
Nel 264 a.C. Roma andò in soccorso dai soldati campani (Mamertini) che si erano rivolti in un primo tempo ai cartaginesi. Avevano chiesto l’aiuto dei romani perché Cartagine li stava dominando. Questo però andava contro i trattati con Cartagine e siccome nessuna delle due potenze volle farsi indietro si scatenò la guerra.

Roma e Cartagine a confronto: tema

PRIMA GUERRA PUNICA: RIASSUNTO

La prima guerra punica: la vittoria di Roma
Punico: nome con cui i romani chiamavano i cartaginesi.
L’obbiettivo di entrambe le potenze era quello di prevenire che l’altra si espandesse.
Roma era forte sul campo, mentre Cartagine aveva una flotta che poteva attaccare le coste.
Combatterono per un po’ sulla terra, ma una svolta nel conflitto si ha quando Roma decise di affrontare Cartagine sul mare e cominciò ad allestire una flotta da guerra. Fu una decisione molto coraggiosa perché era un popolo di contadini e di pastori, ma con questo Roma si avviava a diventare anche una grande potenza navale. Le lotte terrestri continuarono ma il conflitto venne deciso sul mare. I successi di Roma furono soprattutto navali: la vittoria a Milazzo nel 260 a.C. ma persero anche tanti uomini (naufragi, tempeste). Cartagine invece ebbe una vittoria sul campo in Africa quando annientò un corpo di spedizione romano guidato dal console Attilio Regolo.
Alla fine vinse la superiore disponibilità di uomini e di mezzi di Roma. Nel 241 a.C. una flotta riportò nelle isole Egadi una vittoria schiacciante. La pace costò a Cartagine la rinuncia completa della Sicilia che diventò al prima delle province romane.
Con la vittoria della guerra Roma diventò una grande potenza sul mare e la Sardegna e la Corsica divennero la seconda provincia romana.

GUERRE PUNICHE: RIASSUNTO

La ripresa di Cartagine e il piano di Annibale
Anche se Cartagine era stata sconfitta estese i propri domini nella penisola Iberica grazie alla guida del generale Amilcaere Barca e Asdrubale e firmarono un accordo con Roma il possesso del fiume Ebro.
Roma però si alleò con Sagunto (a sud dell’Ebro) e il posto di Asdrubale venne preso da Annibale (figlio di Amilcare). Fu lui ad assediare Sagunto e a provocare la seconda guerra punica (218 a.C.).

Annibale prevedeva di invadere l’Italia e di sconfiggere Roma e di toglierle la base della sua forza e portare la guerra sul suo territorio (un piano molto difficile che riuscì ad attuare solo una prima fase). Ad differenza della prima guerra la seconda, presenta differenze dal punto di vista strategico e ebbero maggiore importanza le operazioni terrestri che quelle navali.

SECONDA GUERRA PUNICA

La seconda guerra punica. L’esercito Cartaginese raggiunse rapidamente le Alpi e Annibale portò dalla propria parte le tribù galliche (romane) e sconfisse gli eserciti romani in due battaglie (fiumi, Ticino e Trebbia) e l’anno seguente presso il lago Trasimeno. La strada verso Roma sembrava spianata ma Annibale preferì deviare verso l’Umbria per farsi alleate le popolazioni italiche.
A Roma intanto venne eletto il dittatore Quinto Fabio Massimo per fronteggiare la grave crisi che impose la rinuncia di combattere sul campo per fare in modo di distruggere l’esercito di Annibale (il temporeggiatore). Nel 216 a.C. l’esercito di Roma subisce una grave sconfitta a Canne. Questa sconfitta segnò il passaggio alla seconda fase della guerra durante la quale l’offensiva di Annibale si affievolì proprio a un passo dalla vittoria finale. L’esercito di Cartagine cominciava a sentire inferiorità numerica e la mancanza di rifornimento  diventò una guerra di logoramento con gravi conseguenze politiche.