La Russia nella Seconda guerra mondiale: riassunto

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Il ruolo della Russia nella Seconda guerra mondiale e l'affermazione dello stalinismo (8 pagine formato pdf)

RUSSIA SECONDA GUERRA MONDIALE

La Russia durante la Seconda guerra mondiale. Il 1917 fino all'estate
La rivoluzione del 1905 era stata importante in quanto si erano stretti accordi tra i partiti socialisti, però in Russia aveva dissestato il Paese senza portare a vere e proprie riforme.
Un Paese così disorganizzato come la Russia, stava prendendo impegni di politica estera con Francia e Gran Bretagna, anche se al suo interno aveva una situazione piuttosto grave.

Quando, nel 1917 scoppia la guerra, la Russia ne risente molto di più rispetto agli altri stati, in quanto vengono compromessi gli equilibri politici ed entrano in crisi sia i rapporti tra le classi dominanti e quelle popolari, sia i rapporti tra le classi dominanti stesse.
C‟era una forte tensione sociale e non c‟era neppure una linea comune per far fronte a tutto questo.
Le classi dominanti: la famiglia imperiale si stava sempre più isolando da tutte le altre classi dominanti; si era infatti creato un centro di potere occulto attorno alla figura di Rasputin. Egli esercitava una forte influenza sulla famiglia imperiale e questo faceva si che interferisse anche nella vita politica creando contrasti anche con la Chiesa e la nobiltà.

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Venne però ucciso nel 1916 da una congiura. Inoltre la zarina Alessandra d‟Assia, una principessa tedesca, era sospettata di tramare e promuovere una pace separata tra Russia e Germania. Voleva togliere la Russia dalla guerra e questo metteva in difficoltà la famiglia dello Zar perché non si sarebbero dovuti dissociare dagli occidentali.
Le classi dominate: nel febbraio del 1917 ci fu on ondata di scioperi a Pietrogrado che il governo non riuscì a gestire. Le classi dominanti cercano di liberarsi dello zar Nicola II facendolo abdicare. Al suo posto si forma un governo repubblicano provvisorio guidato dal principe L‟vov però questa è un‟azione politica circoscritta. Senza lo Zar però, era come se si fosse tolto ciò che sostiene gli equilibri della società russa ed i suoi assetti iniziarono a cambiare molto velocemente. Così si formano spontaneamente i Soviet (i consigli) che erano diventati una forza senza la cui collaborazione non si poteva governare. Essi erano ancora controllati politicamente da social rivoluzionari e menscevichi.
Il governo era quindi composto da liberali, social rivoluzionari e menscevichi. Bisognava però far fronte a due problemi molto importanti, ovvero la guerra e la riforma agraria.

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Furono prese diverse posizioni politiche:
- I conservatori ed i liberali (cadetti): non volevano la riforma agraria ma volevano la guerra. Non volevano effettuare la riforma agraria perché toccare l‟assetto tradizionale avrebbe fatto crollare l‟aspetto della società, in quanto essendo l‟esercito formato da contadini, essi avrebbero potuto mollarlo per tornare a coltivare le proprie terre.
- I social rivoluzionari ed i menscevichi: volevano sia la riforma agraria sia la guerra. Prima però bisognava vincere la guerra e poi sarebbero state fatte le riforme agrarie.
- I bolscevichi: volevano la riforma agraria ma non la guerra. Per loro la Russia doveva uscire dalla guerra. Intanto però il gruppo dirigente bolscevico era in esilio all‟estero e proprio per questo fecero valere questa formula in modo indeciso finché tutto non cambia con l‟arrivo di Lenin. Lui stava in Svizzera perché esiliato; poi passando per la Germania arriva in Russia. Lenin riassetta la posizione del partito con le Tesi d’aprile: passò tutto il potere ai Soviet sostituendo l‟apparato borghese dello stato con la democrazia diretta popolare. Nei mesi successivi i bolscevichi furono in grado di agire con obbiettivi più chiari e incisivi.