La Serbia

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Ricerca sulle origini storiche e culturali della questione balcanica e del conflitto in Serbia. (12 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

Sull'altra riva dell'Adriatico SERBIA, GLI ORRORI DI Relatore: Rombolà Mauro Docente: Prof.ssa Reggio Orsola Sull'altra riva dell'Adriatico Per un centinaio di chilometri l'Italia confina ad oriente con la Slovenia, una delle sei repubbliche che fino al 1991 formavano la Iugoslavia.
I legami tra questi territori e l'Italia non si limitano ad una questione di confini, anche se proprio il problema del confine ha creato forti motivi di contrasto. In passato, parte del territorio slavo sulla costa era abitato da popolazioni di lingua italiana e la stessa penisola dell'Istria è stata italiana per circa venticinque anni. Dopo la seconda guerra mondiale si aprì una lunga disputa sull'assetto del territorio di confine e solo nel 1975 il Trattato di Osimo assegnò definitivamente Trieste all'Italia e l'Istria alla Iugoslavia.
Dopo la definizione dei confini rimasero molti Italiani in territorio iugoslavo e molti Iugoslavi, soprattutto Sloveni, in Italia, nella regione del Friuli-Venezia Giulia. La presenza di gruppi etnici diversi era una caratteristica di tutta la Iugoslavia e non un fenomeno limitato ai territori di frontiera. Già i confini fissati al momento dell'indipendenza, nel 1918, avevano riunito in un unico stato popolazioni assai diverse per origini, lingua, religione, tipo di occupazione e grado di sviluppo. Tra loro hanno in comune solo l'appartenenza al gruppo linguistico slavo. Il termine iugoslavo vuol dire “slavo del sud”; designa l'insieme dei gruppi migrati nella regione balcanica e separati dalla più vasta area slava. Tra le due aree, infatti, s'interpongono popoli germanici, ungheresi, rumeni. Sono stati inclusi nella definizione di “iugoslavi” quattro popoli con lingue (slave) diverse: sloveni, Croati, Macedoni, Serbi. Dopo la seconda guerra mondiale, sfruttando lo spirito di unità creatosi durante l'occupazione nazista, si cercò di conciliare le caratteristiche e le esigenze dei diversi gruppi con la necessità di non frammentare lo stato. Si giunse così alla formazione di uno stato federale, la Repubblica Socialista Federativa Iugoslava, nome ufficiale dello stato composto da sei repubbliche autonome: Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Slovenia, Macedonia, Montenegro. Inoltre furono istituite due regioni autonome all'interno della repubblica serba: il Kosovo e la Vojovodina, la prima con popolazione prevalentemente albanese, la seconda abitata da vari gruppi. Verso l'esterno la Iugoslavia aveva promosso il “non-allineamento”. In un momento cioè in cui i paesi europei ed extraeuropei si dividevano in due gruppi, rispettivamente a favore degli Stati Uniti d'America o dell'Unione Sovietica, la Iugoslavia si rifiutava di allinearsi con gli uni o con gli altri, nel timore di perdere la propria autonomia politica ed economica. Questa posizione, difficile da mantenere, le ha assicurato il rispetto e la stima di molti stati, specialmente fuori dall'Europa, che ne hanno seguito l'esempio. Dopo la morte de