Dallo Statuto Albertino alla Costituzione

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Breve ricerca sul passaggio dallo Statuto Albertino alla Costituzione che nasce dal popolo. (2 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

UNA COSTITUZIONE CHE NASCE DAL POPOLO

Per la prima volta gli italiani avevano una Costituzione elaborata direttamente dai loro rappresentanti liberamente e democraticamente eletti.

Lo Statuto Albertino del 1848, che dopo un secolo di vita era giunto al suo definitivo tramonto, era una Costituzione concessa dall'alto, dal Sovrano ai suoi sudditi e, pur rappresentando la risposta del Re Carlo Alberto ai moti insurrezionali che si stavano diffondendo in tutta Europa, nacque senza alcuna consultazione democratica. Ben altro contenuto innovativo avrebbe avuto se fosse stata il frutto di un'Assemblea eletta dal popolo.

Anche successivamente a nulla valsero le richieste di un'Assemblea Costituente provenienti dalle correnti democratiche del nostro Risorgimento, e in particolare da quelle mazziniane.

Dopo l'unificazione d'Italia, lo Statuto Albertino, emanato per il piccolo Regno di Sardegna, divenne la legge fondamentale del Regno d'Italia, riconfermando il predominio delle correnti liberali più moderate.

LA COSTITUZIONE

La nuova Costituzione repubblicana nacque invece dalla prima grande lotta di popolo in Italia; furono i capi della Resistenza e dei partiti antifascisti che avevano imbracciato le armi e patito la persecuzione politica, il confino e il carcere fascista, i nuovi leader della classe politica emergente, scelti dallo stesso popolo, ad elaborare la nuova Costituzione. Essa rappresenta, come la definì un grande giurista antifascista e membro dell'Assemblea Costituente, Piero Calamandrei (Firenze 1889-1956), “il programma politico della Resistenza”.

Egli scrisse: “...Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi: caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento... morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta...”. E ancora: “...Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

Statuto albertino e Unità d'Italia

DIFFERENZE TRA COSTITUZIONE E STATUTO ALBERTINO

Era la prima volta nella storia d'Italia che le grandi masse popolari partecipavano direttamente e consapevolmente al loro destino, in risposta alla dittatura e alla guerra. La Costituzione si affermò come patto fondamentale tra le forze politiche diverse, ma accomunate dall' antifascismo e da una forte aspirazione ideale nata nella guerra di Liberazione. Ad essa i Costituenti decisero di imprimere il carattere della rigidità, collocandolo al vertice di tutto l'ordinamento giuridico. Si tratta di una caratteristica propria di quasi tutte le Costituzioni democratiche del novecento legata, appunto, al valore di patto fondamentale tra le diverse forze politiche che esse assumono.

All'opposto, lo Statuto albertino, come in genere le Costituzioni liberali dell'ottocento, era una Costituzione flessibile, modificabile cioè dal Parlamento