Storia dell'amministrazione pubblica dal 1861 al 1994

Appunto inviato da alexys1985
/5

Sintesi del del libro di Guido Meli, utile per preparare l'esame di Storia delle Istituzioni politiche (35 pagine formato pdf)

1.
ALLE ORIGINE DEL SISTEMA AMMINISTRATIVO ITALIANO (1861-1876)

a. LE BUROCRAZIE DEGLI STATI PREUNITARI:

"sotto i governi dispotici preunitari nella scelta degli impiegati si preferivano uomini servili, ipocriti che condividessero le tendenze liberticide dei governanti" questo era il giudizio, forse troppo severo di Leone Carpi nel suo "L'Italia Vivente".

Nel primo quindicennio dell'ottocento l'influenza napoleonica aveva comportato la cessazione della giurisdizione cetuale e ovunque si erano prodotti sensibili spostamenti di equilibrio tra le classi sociali e si era creato un ceto nuovo di professionisti dell'amministrazione.

Nel Lombardo-Veneto il processo di consolidamento di questo nuovo ceto burocratico, di estrazione prevalentemente borghese, non si era affatto interrotto con la Restaurazione, anzi aveva introdotto la novità sostanziale delle procedure di formalizzazione dell'impiego, basate sulla valorizzazione del prerequisito scolastico per l'accesso al posto, il rispetto di una serie di regole di comportamento personale da parte dei funzionari pubblici, l'adozione dell'uniforme etc...

Negli Stati del Papa fino a metà dell' 800 non erano esistite norme generali in materia di reclutamento, promozioni e doveri degli impiegati: chiave d'accesso all'amministrazione era la raccomandazione e il divario di retribuzione tra impiegati ecclesiastici e civili era netto, così come
erano imperanti la disonestà e la corruzione. Nel Regno di Napoli e in quello delle Due Sicilie il processo di modernizzazione istituzionale di età murattiana si era pressoché consolidato durante la Restaurazione. .