Storia dell'Europa orientale

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Europa orientale: introduzione alla storia dei balcani e dell'Impero ottomano (4 pagine formato doc)

EUROPA ORIENTALE: STORIA

Nel 1354 i turchi iniziano la conquista dei Balcani ma trovano altri popoli.

Nel corso del tempo si erano insediate varie popolazioni, i cretesi, gli achei, i micenei e i dori.
-    Prima mutazione politico culturale si ha con i macedoni che conquistano i Balcani e li riuniscono sotto il loro impero (Alessandro Magno).
-    Seconda mutazione politico culturale è con l’impero romano che dura più di 4 secoli e che distrugge le organizzazioni politiche precedenti, crea servizi di strade e fonda colonie di cittadini romani, sebbene la cultura greca sopravvive a quella romana, anzi viene esportata.

-    Terza mutazione politico culturale è con l’impero Bizantino, creato da Costantino, che concentra il potere nelle sue mani, emana l’editto nel 313 e convoca il concilio di Nicea, e fonda la capitale a Costantinopoli. I Balcani diventano il nuovo cuore dell’impero, nato dalla simbiosi tra strutture statali romane, ellenismo e fede cristiana.
-    Quarta mutazione politico culturale avviene nel VI secolo d.C. con l’insediamento degli slavi nel Peloponneso (loro dominio per 2 secoli), i Balcani bizantini diventano greco-slavi.

Storia dell'Europa orientale nel Medioevo

SCHEMA EUROPA CENTRO ORIENTALE

Sulle popolazioni bizantine incisero in profondità i mutamenti interni all’impero:
-    I contadini soldati bizantini (stratioti) si oppongono ai contadini liberi slavi (unità amministrative e fiscali, venivano tassati).
-    Scissione chiesa d’Oriente e chiesa romana. Nella chiesa orientale, il patriarca e lo stato sono fortemente collegati, la chiesa si fa carico di una parte delle funzioni.
Il dominio bizantino nei balcani viene fermato dalla presenza di stati slavi come i bulgari, diventati cristiani con l’influenza degli slavi. La cristianizzazione completa il processo di unificazione della Bulgaria - Il cristianesimo bulgaro è una versione slava del  cristianesimo bizantino. Impero bulgaro inizia guerre contro Bisanzio. La decadenza dell’impero bulgaro comincia nel 971, e il paese torna sotto l’impero bizantino. Per la prima volta dall’insediamento slavo, tutta la penisola balcana era unificata sotto Bisanzio. Anche i serbi creano il loro stato indipendente, vassallo di Bisanzio. All’inizio del XIII secolo sia bulgari che serbi, che pure erano stati indipendenti, vivevano sotto l’orbita di Bisanzio e per religione e cultura ne erano certo discepoli. Il declino di Bisanzio si ebbe a causa dei cristiani venuti con le crociate da occidente, per liberare il sepolcro di Cristo (presa di Costantinopoli 1204).
Nel 1185 i Bulgari guidati da Teodoro e Arsen  si ribellano allo stato bizantino e dopo due campagne, infruttuose per l’imperatore Isacco II, ottennero l’indipendenza del nuovo stato Bulgaro. Nel 1204 il papa di Roma inviò a Kalojan la corona regale, in vista delle crociate, riconoscendo la sua autorità sullo stato Bulgaro, e ottenendo un alleato contro Bisanzio. La storia del “Secondo Regno bulgaro” fu meno brillante, il giovane stato si indebolisce a poco a poco a causa delle lotte per la successione: tartari, cumani e bizantini si spartiscono i territori, per poi venir inglobati nell’impero ottomano.

EUROPA CENTRO ORIENTALE STORIA

La Serbia si espanse gradualmente fino a comprendere, sotto l’impero di Stefano Dušan (1331-1355), gran parte dell’odierno territorio di Serbia, Montenegro, Albania e Grecia. L’impero “dei serbi e dei greci” visse un periodo di stabilità e di sviluppo: la maggior parte delle terre era greca e lo zar ne mantenne i costumi e i privilegi. Alla morte di Stefano Dušan scoppiò la lotta tra i nobili, che portò a una veloce disgregazione dello stato, tenuto d’occhio dai sultani ottomani. La frammentazione dello stato Bulgaro prima e di quello Serbo poi, aveva creato una serie di piccoli principati, troppo poco potenti per resistere agli attacchi ottomani. Sul piano religioso però, le popolazioni erano rimaste fedeli alla chiesa d’oriente. La differenza fondamentale era quella data dalle lingue e dialetti.  
I turchi erano tribù seminomadi di cavalieri, dedite al saccheggio e all’allevamento, totalmente ignare delle tecniche agricole. Erano convertiti all’Islam. Nel Corano si legge che uno dei 5 pilastri della fede per ogni buon musulmano è la “professione di fede” che in quell’epoca si traduce in fanatismo (vedi crociate): la guerra che serviva a difendere la propria religione, in poco tempo diventò guerra offensiva, la guerra santa o gihad contro gli infedeli. I nemici principali erano i cristiani. Il nucleo dell’impero ottomano fu un piccolo regno dell’Anatolia, il sultanato di Rum, retto dai selgiuchidi e governato in base alla shariah, la legge islamica. Per la sua posizione geografica il sultanato era un crocevia naturale delle vie commerciali provenienti dai Balcani, Mesopotamia e Siria. Sul piano culturale, il sultanato è il prototipo dell’impero ottomano.