Storia della città di Troia

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Storia della città di Troia e le cause della "guerra di Troia" (4 pagine formato doc)

CITTA' DI TROIA STORIA

Troia.

Sulla collina di Hissarlik sorge la mitica Troia, la città che la leggenda vuole fondata dall’eroe Dardano, figlio di Zeus, e ricostruita dal nipote Troe, sede dei regni di Ilo, di Laomedonte e di Priamo. Fu durante il suo regno che gli achei, guidati da Agamennone, la cinsero in un assedio durato nove anni per vendicare l’offesa recata da Paride con il ratto della bella Elena e terminato con la sua distruzione grazie all’astuto stratagemma del cavallo di legno escogitato dal prode Ulisse. In realtà sotto lo strato della Troia immortalata da Omero si nascondevano ben altre otto stratificazioni che ne testimoniano la nascita nel III millennio a.
C., l’evolversi nel corso dei secoli fino alla decadenza e all’arrivo dei romani nel 400 d.C.

Nel III millennio a.C. Troia è un insediamento fortificato, campo sosta sulle strade dei mercanti di metalli preziosi provenienti dall’Asia. Dalla collina della Troade si poteva controllare sia la via marittima sullo stretto dei Dardanelli sia le piste via terra. La città, mai popolosa, assume nel passare dei secoli l’aspetto di una roccaforte, che viene chiamata anche il “Pergamon” di Ilio.

L’opera di architettura di maggiore rilevanza è il “megaron”, una grande camera rettangolare con al centro il focolare, palazzo dei sovrani e sala di consiglio, spesso ornato di pitture, con pavimenti in pietra, dotato di grandi magazzini-forzieri per le provviste, le armi e i tesori. Il “megaron” è di origine minoica e sarà il modello per i primi templi arcaici.

CAUSE STORICHE DELLA GUERRA

Dopo un periodo di stasi, Troia diventa nel II millennio a.C. un’importante cittadella che intrattiene rapporti commerciali con tutto il mondo egeo ed asiatico.

Nel XV sec. a.C. la città viene dotata di mura imponenti, alte fino a 8 mt e dallo spessore di 5 mt. Si suppone che a quell’epoca si sia svolta la “guerra di Troia”. In quel periodo un violento terremoto scuote le fondamenta della città, che stenta a riprendersi.

Tra il X ed il V sec. a.C. Troia subisce l’invasione di popolazioni balcaniche e dei greci Eolici (nel VII sec. a.C.). In seguito viene conquistata dai Persiani di Serse (480 a.C.).

Sarà Alessandro Magno a liberare la città nel IV sec. a.C., quando varca i Dardanelli per iniziare la sua trionfale marcia di conquista sui regni di Oriente.

Achille: descrizione del personaggio mitologico

ACHILLE

Decaduta come cittadella strategica, in epoca ellenistica e romana, Troia si trasforma in una specie di luogo di pellegrinaggio: i Greci vi si recano per rendere omaggio agli antichi eroi achei e argivi - Achille e Aiace - mentre i Romani - Giulio Cesare, Augusto, Adriano - vi onorano il leggendario progenitore della stirpe romana, Enea, genero di Priamo.Nel periodo bizantino, Troia diventa per breve tempo sede episcopale, ma poi, inesorabilmente, sull’antica Ilio cala il silenzio.Lucano (I sec. d.C.) narra in “Pharsalia” della visita di Giulio Cesare al sito che si credeva Troia:“Cesare fa il giro degli avanzi famosi dell’arsa Troia e cerca le grandi vestigia delle mura di Febo. Ora sterili arbusti e tronchi di quercia imputriditi sono cresciuti sulle case di Assaraco e occupano i templi con radici già allentate; di sterpi sono ricoperte le rocche di Pergamo.” Alla vista delle rovine Cesare “fece improvvisare un’ara di zolle e sui fuochi dell’incenso sparso preghiere destinate a essere esaudite: (...) grati gli Ausonidi restituiranno a loro volta le mura ai Frigi e risorgerà una Pergamo romana.”

Plutarco (I - II sec. d.C.) in “Alessandro” descrive la visita di Alessandro Magno a Troia, prima della conquista dell’Asia:“Salito ad Ilio fece un sacrificio ad Atena e libagioni agli eroi, poi cosparsosi d’olio con i compagni, nudo, girò attorno di corsa come si usa, alla stele di Achille.”Anche Arriano  (I - II sec. d.C.) nell’“Anabasi di Alessandro” ricorda il sacrificio del macedone a Troia prima di proseguire nelle sue guerre di conquista:“Giunto a metà del passaggio dell’Ellesponto, immolò un toro a Poseidone e alle Nereidi, versando libagioni da una tazza d’oro nel mare. (...) Recatosi, poi, a Ilio, fece sacrifici ad Atena Iliaca e, dedicate nel tempio le sue armi, ne prese altre consacrate e rimaste ancora dai tempi dell’impresa di Troia. (...) Vi è chi dice che Alessandro coronasse anche la tomba di Achille.”