Unificazione italiana e tedesca: riassunto

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Riassunto sull'Unità d'Italia, il governo della Destra e la conquista del Sud, la guerra austro-prussiana e la Terza guerra d'Indipendenza, la guerra franco-prussiana e l'Impero tedesco e Roma capitale d'Italia. Riassunto sugli anni dell'unificazione italiana e tedesca (5 pagine formato doc)

UNIFICAZIONE ITALIANA E TEDESCA: RIASSUNTO

L’Unità d’Italia. Subito dopo la conquista garibaldina della Sicilia, alla classe dirigente piemontese si pose il problema di cosa fare del Sud.

La principale preoccupazione era che il Meridione potesse diventare una repubblica democratica, capace di destabilizzare l'intero assetto politico italiano. Si decise quindi di passare all'attacco. Quattro giorni dopo l'entrata trionfale di Garibaldi a Napoli, l'esercito piemontese varcò i confini dello Stato pontificio e occupò le Marche e l’Umbria - ma non Roma, per non incorrere nelle ire di Napoleone III - con la motivazione, del resto fondata, di prevenire la minaccia rivoluzionaria.
In ottobre l'esercito garibaldino e quello piemontese si trovarono uno di fronte all'altro. Questo momento delicato fu superato grazie alla fedeltà di Garibaldi, che aveva comunque deciso di cedere l'ex Regno delle Due Sicilie alla monarchia sabauda, in considerazione di quello che gli sembrava il supremo interesse nazionale.

Il processo di Unificazione italiana e tedesca: riassunto

STATI ALLEATI UNIFICAZIONE ITALIANA

La stretta di mano fra Giuseppe Garibaldi, “l'eroe dei due mondi”, e Vittorio Emanuele II, avvenuta a Teano il 26 ottobre 1860, saldava pertanto le sorti e il destino delle due grandi aree dell'Italia, quella centro-settentrionale e quella meridionale.
Nelle settimane seguenti furono ancora una volta i plebisciti a ratificare le nuove annessioni: il 17 marzo 1861 il re di Sardegna venne proclamato dal primo Parlamento nazionale re d'Italia “per grazia di Dio e volontà della Nazione”.
Lo statuto albertino, le istituzioni politiche e gli ordinamenti amministrativi del Piemonte vennero estesi al resto della Penisola e alle potenze europee veniva così inviato un messaggio inequivocabile: la monarchia sabauda aveva posto termine al disordine italiano. Quattro anni dopo la capitale fu spostata a Firenze, ma solo per rassicurare i francesi sulla rinuncia alla conquista di Roma, capitale “naturale”.

L'Unificazione della Germania: riassunto 

ANNI UNIFICAZIONE ITALIANA

Nel giugno 1861 Cavour morì, lasciando ai suoi successori un'eredità estremamente difficile. Grazie alla sua abilità politica e a circostanze favorevoli, egli era riuscito a risolvere il problema dell'unità italiana a cui mancavano ancora lo Stato pontificio e il Veneto. Restava però da affrontare una sfida gigantesca: quella di unificare la società civile. Ma si partì subito con il piede sbagliato: come vedremo più avanti, gli esponenti della Destra storica - cioè gli eredi diretti di Cavour, che governarono l'Italia nei primi anni dell'unità - adottarono fin dall'inizio una politica economica e fiscale penalizzante per gli Stati annessi. Nel Meridione, in particolare, la arretrata struttura sociale collegata al sistema del latifondo non venne affatto modificata e anzi si rafforzò, originando quello che sarà definito il “blocco” sociale tra agrari del Sud e borghesia industriale del Nord: una situazione che avrebbe gravemente compromesso le possibilità di progresso economico e civile delle regioni meridionali.

Unificazione italiana e tedesca: riassunto dettagliato

UNIFICAZIONE TEDESCA IN BREVE

Il governo della Destra e la conquista del Sud. Il gruppo dirigente che si trovò a governare nei primi anni di vita del Regno d'Italia era di origine piemontese, con qualche presenza di emiliani e di toscani come Marco Minghetti e Bettino Ricasoli. Inoltre, il nuovo Stato, con istituzioni politiche modellate sul centralismo francese e direttamente ereditate dal Regno di Sardegna, non concesse alcuna forma di autonomia locale (i sindaci, per esempio, venivano nominati direttamente dal governo), per paura che venisse intaccata l’unità ancora assai fragile del Paese. Ma questa politica non fece altro che inasprire le disparità preesistenti fra il Piemonte e le altre regioni.