Dinastia Flavia: Vespasiano, Tito e Domiziano

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Breve descrizione della storia degli imperatori della Dinastia Flavia: Vespasiano, Tito e Domiziano (1 pagine formato doc)

DINASTIA FLAVIA: VESPASIANO, TITO E DOMIZIANO

La Dinastia Flavia: Vespasiano e Tito.

L'anno e mezzo di caos seguito alla morte di Nerone  aveva disseminato l'impero in rovine, al di la e al di qua del Reno si manifestavano movimenti di ribellione.
Per intraprendere l'urgente opera non bastava il denaro ma bisognava allargare le basi sociali dello stato. Di questa situazione ne approfittò Vespasiano e grazie a lui l'impero divenne l'espressione politica della classe colta e ricca di tutto il mondo romano.
Vespasiano attuò una riforma nella quale le legioni venivano reclutate fra i provinciali della Gallia e della Spagna. Nel 73-74 Vespasiano ottenne la censura e introdusse nell'ordine equestre e in quello senatorio famiglie della stessa origine, ebbe così una trasformazione la classe dirigente.

Dinastia Flavia e Principato adottivo: riassunto

DINASTIA FLAVIA TITO

Nel frattempo Tito, figlio di Vespasiano, aveva portato a termine la guerra contro gli ebrei. Gli ebrei scampati alla loro uccisione erano intanto oggetto alle persecuzioni. Vespasiano intanto per riassestare le finanze imperiali ridusse le spese pubbliche, fece distribuire grano al popolo e diede un grosso taglio ai lavori pubblici. Alla sua morte nel 79, gli successe Tito continuando la sua stessa politica. Sempre nel 79 Tito dovette affrontare le conseguenze dell'eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei, Ercolano e Stabia e nell'80 inaugurò il colosseo il quale fu terminato da Tito ma iniziato da Vespasiano.

DOMIZIANO DINASTIA FLAVIA

DOMIZIANO: FINE DELLA DINASTIA. Alla sua morte Tito non lasciava eredicosì fu riconosciuto dal senato Domiziano, fratello di Tito. Il nuovo principe però pretendeva di essere chiamato "nostro signore dio" e si ispirava all'ellenismo autocratico facendo si di non possedere le simpatie dell'aristocrazia. Però Domiziano dovendosi assicurare almeno l'appoggio degli eserciti, aumentò le paghe ai legionari, ai pretoriani, e alle corti urbane e impostò una politica estera aggressiva. Condusse così due campagne contro i Catti, popolazione a nord del Meno, riuscendo ad ampliare i possedimenti sul Reno, volle poi insediare il limes germanicus una fascia di territorio divisa in parti in una delle quali, al di la del confine ci stessero i soldati i quali avevano il compito di usare tutte le loro forze per difendere il confine. Le spese per gli eserciti innalzarono delle congiure contro Domiziano il quale nel 96 fu pugnalato a tradimento dai congiurati.