Vita di Gandhi

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GANDHI GANDHI La vita Il nome GANDHI significa "droghiere" perché la sua famiglia dovette esercitare per un breve periodo del piccolo commercio di spezie.
Nelle ultime generazioni tale famiglia ricoprì alcune cariche importanti nelle corti del kathiawar. Il padre Mohandas Kaba Gandhi era stato il primo ministro del principe rajkot. I Gandhi erano di religione vaishnava, appartenevano cioè ad una setta hindù con particolare devozione per vishnù. Mohandas karamchad Gandhi tra i dieci e i diciassette anni frequentò la "high school" del kathiawar. Compiuti tredici anni, dopo due precedenti fidanzamenti sfumati per la morte precoce delle fanciulle prescelte dai suoi genitori, e da lui neppur conosciute, venne sposato ad una sua coetanea. All'età di trentasette anni, d'accordo con la moglie, decise di prendere il voto di castità, andando contro ai principi della sua religione.
Ebbe un periodo di crisi , in cui egli credette di esser ateo, che si risolse con una confessione scritta al padre. Terminata la "High school" andò al college, dove seguì alcuni corsi, ma senza profitto. Così il 4 Settembre 1888 Gandhi si imbarcò a Bombay per raggiungere Londra, dove cerca di inserirsi nella società, diventando un gentleman, purtroppo senza i risultati che si era preposto. Perso l'interesse per la società londinese, egli si dedica alla lettura di vari testi, anche di altre religioni, dai quali capisce che la rinuncia è la forma più alta di religiosità che un uomo possa esprimere. I tre anni trascorsi a Londra da Gandhi furono per lui di lenta ed inconscia maturazione. Ottenuta l'abilitazione alla professione legale, scopo della sua vita a Londra, nel 1891 ritorna in India. A Bombay lo attendono cattive nuove, la madre è morta da qualche mese, e la professione che lui esercita non rende abbastanza per sdebitarsi con i fratelli che avevano sostenuto le spese per i suoi studi. Spinto dalle suddette ragioni, decise di partire per il Sud Africa per sbrigare un complicato affare legale per conto di una casa di commercio indiana, in modo da estinguere una buona parte del debito contratto con i fratelli. Arrivato in Sud Africa ebbe subito le prime esperienze personali, sul treno che doveva portarlo a destinazione, benché munito di biglietto, venne allontanato dallo compartimento di prima classe perché riservato ai bianchi. A Johannesburg per colpa della sua razza non trova albergo. Queste umiliazioni da lui subite non sono dirette soltanto a lui ma a tutta la sua razza. Spinto da un forte orgoglio convoca una riunione con la colonia indiana d'Africa, dove per far sì che tale gente venga accettata dalla collettività, esorta i commercianti ad essere il più onesti possibile, ad avere più cura della pulizia personale e a dimenticare le differenze di casta.Si offre per impartire lezioni di inglese gratuitamente, in modo da istruire la gente che non lo sapesse, fonte di imbrogli e vari raggiri. Successivamente prende contatto con le autorità ferroviarie con le quali raggiunge