Il legno e le sue caratteristiche

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Generalità, caratteristiche latifoglie e conifere, peso, resistenza, elasticità, durezza e durata modalità di ritiro, nodi, fessurazione, legno lamellare e derivati più in uso. Appunti sul legno e le sue caratteristiche (5 pagine formato doc)

IL LEGNO E LE SUE CARATTERISTICHE

Il legno.

Molto usato sia per usi strutturali sia non strutturali come l’arredamento.
Le costruzioni in legno sono per lo più al nord perché è maggiore la forestazione.
Granai del XIV secolo formati da (la capriata) pezzi in legno a incastro.
ANATOMIA DEL TRONCO:
Un albero cresce in spessore per l’attività di un singolo  strato di cellule detto cambio. Questo produce l’alburno o xilema all’interno e la corteccia o floema all’esterno. A mano a mono che il cambio si suddivide le cellule di xilema formate all’inizio vengono progressivamente a staccarsi dal cambio e subiscono mutamenti chimici e fisici andando a formare il durame.

Partendo dall’esterno: corteccia esterna, corteccia interna, cambio, alburno, durame.
Nel durame c’è la parte interna dell’albero che segna la crescita.

Legno: caratteristiche, proprietà e classificazione

CARATTERISTICHE CHIMICHE DEL LEGNO

Latifoglia (frassino):
Legno tardivo (formato in estate e autunno) con cellule chiamate fibre con funzione di sostegno con lume cellulare piccolo, o causa della forma appiattita della sezione.
Legno primaticcio (primavera) con lume cellulare ampio.
Raggi parenchimatici.
Cellule chiamate vasi o pori con funzione di conduzione della linfa e che formano un anello poroso all’inizio della stagione vegetativa.
Conifera (pino silvestre per esempio):
legno tardivo, cellle chiamate tracheidi con funzione di conduzione e di sostegno con parete spessa e lume cellulare piccolo.
Legno primaticcio formato da tracheidi con parete sottile e lume cellulare ampio.
Raggi parenchimatici monoseriati formati da un solo strato di cellule parechimatiche e da tracheidi radiali.
Canali resiniferi.

Legno: caratteristiche e classificazione

LEGNO: CARATTERISTICHE TECNICHE

Anche per il legno c’è un limite elastico dopo il quale si arriva allo snervamento e rottura.
Per la compressione assiale si segnano le fibre  che vanno dall’alto e per la compressione radiale si segue il raggio del tronco.Il risultato della compressione assiale sarà sempre maggiore di quella radiale . A quella radiale la pianta non resiste tanto bene, ma all’altra sì perché la pianta cresce secondo le fibre dal basso verso l’alto.
Principali specie legnose usate nell’edilizia:
QUERCIA pesa sui 900 kg al m3 (rovere, leccio, peduncolata)
PINO (silvestre, domestico, calabrese)
CASTAGNO molto usato
OLMO; NOCE in realtà meno usati
ABETE (bianco o rosso)
MINORE è  IL PESO AL M3 MINORE è LA QUALITà DEL MATERIALE.
Quercia, castagno, pino e cipresso vengono usati in lunghe travi.
Il peso del legno è distinto in peso del materiale fresco e in peso del materiale secco; quando l’albero viene tagliato c’è la linfa dentro che resta nei vasi conduttori del legno (materiale liquido).La perdita della linfa avviene con un processo di stagionatura, essiccamento. La presenza minore o maggior di acqua all’interno del legno fa variare il suo peso, nel legno fresco ce ne è di più.