Legno: caratteristiche e classificazione

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Caratteristiche fisiche, la stagionatura, i difetti del legno, la deformabilità e classificazione dei legnami (5 pagine formato doc)

LEGNO: CARATTERISTICHE E CLASSIFICAZIONE

Il legno.

Il legno è stato uno dei primi materiali da costruzione ed ha permesso all’uomo di risolvere i più complessi problemi strutturali e di produrre una molteplicità di utensili ed oggetti indispensabili alla vita.
Rispetto agli altri materiali offre i seguenti vantaggi: facile approvvigionamento e lavorazione, comodo trasporto e posa in opera, notevole leggerezza, possibilità di riparare e sostituire gli elementi deteriorati. Viene usato per realizzare elementi strutturali quali travi, solai, capriate per le coperture, ma soprattutto per infissi di porte, finestre e mobili per arredo.
Come materiale da costruzione presenta due gravi difetti: la breve durata (50-80anni) e la manutenzione; inoltre, essendo un materiale infiammabile, non risponde bene alla normativa antincendio.

Legno: caratteristiche, proprietà e classificazione

LEGNO: CARATTERISTICHE TECNICHE

Caratteristiche fisiche del legno
Il legno impiegato nelle costruzioni si ricava dalla parte interna dei fusti degli alberi; è un materiale con struttura non omogenea e anisotropa, cio significa che si comporta in modo diverso a seconda della direzione dello sforzo.

Dal punto di vista botanico i legni si dividono in conifere (legnami resinosi) e latifoglie (legnami non resinosi).
I fusti si formano per accumulo di anelli (ad ogni anello corrisponde un anno di vita). Negli anelli si può distinguere una zona chiara e più tenera, corrispondente all’accrescimento primaverile, ed una zona più scura e compatta che si forma nella stagione autunnale; in estate ed in inverno l’accrescimento è praticamente nullo (Fig. 1).

Il legno e le sue caratteristiche: appunti di tecnologia

CLASSIFICAZIONE DEL LEGNO

Per le conifere la differenza tra queste due zone è molto marcata, mentre lo è meno per le latifoglie.
Il disegno di fig 2 mostra una porzione di fusto legnoso sezionato, da cui si rilevano i seguenti elementi:
1)  zona  corticale  che  comprende:  La  corteccia  (è  la  parte  esterna  del  corpo,  non  ha resistenza ed è sede di larve e parassiti pericolosi); il libro (è uno strato di piccolo spessore a contatto con la corteccia ed è formato da condotti nei quali discende la linfa della pianta); il cambio ( è un sottile strato formato da cellule che elaborano i tessuti dell’alburno e del libro);
2) zona interna o legno che comprende: l’alburno ( è legno in formazione, ricco di linfa e amidi); il durame ( è la parte interna, più scura e perfettamente lignificata); Il midollo ( è la parte centrale, spugnoso e di minore consistenza).
Nella sezione tangenziale del tronco si distinguono le venature, risultanti dal contrasto tra la zona chiara e quella più scura dell’anello, la tessitura e la fibratura, cioè la disposizione delle
fibre, che possono essere diritte o intrecciate.
Infine il colore può essere uniforme, oppure variegato e passa dal quasi bianco (acero), al nero intenso (ebano).