Il lavoro in condizioni sterili

Appunto inviato da blackygal
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Esplica come è giusto procedere in un ambiente laboratoristico per preservare le conzioni di sterilità (6 pagine formato doc)

CAPITOLO 4 CAPITOLO 3.
IL LAVORO IN CONDIZIONI STERILI. Per imparare a lavorare in sterilita' e' meglio osservare attentamente una persona esperta, dato che un testo scritto non e' un mezzo ottimale per imparare le manovre e le manipolazioni che dovranno essere fatte. Comunque si possono riportare alcuni consigli e descrivere gli errori principali. Lavorando in cappe sterili, una parte di contaminazione dovuta all'ambiente circostante viene ridotta. Tuttavia, la contaminazione di origine "ambientale" e' ancora la maggiore fonte di inquinamento delle colture. Anche lavorando sotto cappa, e' ovvio che la stanza deve essere il piu' possibile pulita e possibilmente disinfettata.
Abbiamo gia' detto che l'aria dovrebbe essere filtrata, specialmente se si lavora in ambienti condizionati, per evitare che vengano introdotte spore di varia origine. Se e' possibile, e' bene fare istallare lampade UV nella stanza per una decontaminazione notturna, anche se vi e' una certa controversia in letteratura sull'efficacia di questi sistemi, che oltretutto provocano la formazione di ozono, che, come e' noto, e' piuttosto nocivo. Bisogna ricordare inoltre che la zona frontale della cappa (i primi 20 cm, di solito caratterizzati dalla presenza di fori piccoli e numerosi, vedi figura 3.1) e' la zona attraverso la quale viene risucchiata l'aria esterna contaminata. Lavorare in quest'area e' praticamente uguale a lavorare al di fuori della cappa. 1 Figura 3.1 Possiamo scrivere un piccolo elenco di regole basilari. Molte sono frutto piu' che altro del buon senso, come ad esempio portare camici puliti, guanti, mascherine (specialmente se si e' raffreddati o peggio, o se si lavora con materiale potenzialmente patogeno). Le regole sottoriportate non sono ovviamente sufficienti a garantire di non ritrovarsi contaminazioni, ma...aiutano!. 1.  Usare pipette cotonate e NON pipettare MAI a bocca, ma usare sempre propipette o pipettatori automatici. 2. Usare pipette automatiche con puntali sterili per piccoli volumi. 3. Lavorare sotto cappa possibilmente con un bunsen da cappa a portata di mano. 4. Cercare di mettere tutto il necessario per il lavoro da fare dentro la cappa prima di cominciare, in modo da evitare di entrare e uscire in continuazione dalla cappa. Tutti i movimenti infatti perturbano il sistema di flusso laminare creando turbolenze e quindi rendendo inefficiente la cappa. D'altra parte evitare di riempire la cappa di materiale (inutile) ma tenere solo quanto necessario. La presenza di troppo materiale non solo perturba il flusso, ma impedisce anche di lavorare nella zona sterile della cappa. 5. Tenere le pipette in modo che puntino verso avanti e non verso l'operatore. Evitare di tenerle in modo che siano sotto il braccio, e non toccarle mai con le mani. Lavorando sotto cappa, evitare non solo che la punta esca dalla cappa, ma anche superi la parte frontale di sbarramento, che corrisponde al piano forellato a fori piccoli dove si crea la barriera d'aria. 6. Non appo