I marcatori molecolari

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Dispense di biologia molecolare sui marcatori molecolari: cosa sono e a cosa servono, marcatori RFLP, marcatori VNTR, marcatori RAPD, marcatori SSR, marcatori AFLP; marcatori molecolari CAPS, SCAR, SNP (13 pagine formato doc)

Il codice genetico è unico per ogni individuo e presenta innumerevoli differenze anche nel caso di individui fenotipicamente identici.
Le alterazioni genotipiche (polimorfismi) permettono quindi una rappresentazione individuale, caratterizzata dalla presenza di mutazioni legate alla successione dei nucleotidi, dovute ad inserzioni, delezioni, traslocazioni, ecc.. I polimorfismi, dunque, costituiscono dei marcatori molecolari con alto potere discriminante e permettono un’analisi di grande precisione; i marcatori possono essere definiti come frammenti di DNA cromosomico di dimensioni variabili solitamente tra 50 e 3.000 pb (paia di basi), compresi tra due regioni oligonucleotidiche note dette primers (di 6-30 pb) che, in virtù della loro presenza, contraddistinguono in modo caratteristico il tratto cromosomico con il quale si identificano . L’evoluzione dei marcatori molecolari è strettamente legata all’identificazione e all’isolamento di diversi enzimi di restrizione che agiscono sugli acidi nucleici, capaci di tagliare i legami fosfodiesterici del DNA in corrispondenza di siti specifici di sequenze di basi, producono frammenti polinucleotidici di dimensioni variabili..