Citogenetica molecolare

Appunto inviato da gisele2005
/5

Descrizione delle diverse tecniche di bandeggio (41 pagine formato pps)

La tecnica del bandeggio permette di identificare in maniera univoca un determinato cromosoma. Le tecniche di bandeggio sono varie: Bande C.
I cromosomi trattati con alcali (ad esempio una soluzione di urea) si colorano nelle aree eterocromatiniche vicine al centromero. Talvolta si colorano anche aree interstiziali ricche di DNA altamente ripetitivo. Con opportune varianti è possibile colorare anche le tre frazioni di DNA satellite del cariotipo umano. Bande Q. Si utilizza un colorante fluorescente la chinacrina o quinacrina. A livello delle bande Q si trova un DNA molto ricco di basi A-T. Un pattern di bandeggio simile si può ottenere con il DAPI.
Il bandeggio inverso si ottiene con la Cromomicina A3 che si lega in maniera specifica alle sequenze C-G. Bande G. Si trattano i cromosomi con enzimi proteolitici (tripsina) oppure con alcali o con soluzioni a elevato pH. Quindi si colorano con Giemsa. Le bande G corrispondono in larga misura con le bande Q, sono caratterizzate da una maggiore spiralizzazione della fibrilla elementare che forma il cromosoma. Bande R. Si trattano i cromosomi con temperature elevate (87°C) e si colorano con Giemsa. Le bande che si ottengono sono complementari alle bande G. E' interessante notare che le bande G contengono DNA che replica tardivamente nella fase S. Queste bande mostrano un tasso molto basso di ricombinazione e una minore concentrazione di geni strutturali. Esistono altre tecniche di bandeggio che permettono di mettere in evidenza componenti peculiari del cromosoma. Le aree cromosomiche che contengono i cistroni mediamente ripetitivi degli RNA ribosomiali, ad esempio, si mettono in evidenza utilizzando i sali di argento. Questi colorano le cosiddette bande NOR (Nucleolar Organizer). Le regioni telomeriche, invece, si mettono in evidenza dopo denaturazione termica con il colorante Giemsa (bandeggio T).