Diritto dell' ambiente

Appunto inviato da genny47
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Dispense universitarie di Diritto dell'Ambiente (198 pagine formato doc)

L’obiettivo di fondo che un corso di “diritto dell’ambiente” non può eludere è quello di provare a fornire gli elementi di base e gli eventuali percorsi di approfondimento per dare una risposta alla seguente domanda: esiste – particolarmente nell’ordinamento italiano – un “diritto dell’ambiente” o, quanto meno, sussistono i presupposti e le condizioni per poter configurare un “diritto dell’ambiente”? Oppure, al contrario, si deve ritenere che la disciplina giuridica che ormai da qualche decennio va indirizzandosi al perseguimento di obiettivi di salvaguardia degli equilibri ecosistemici, di protezione, conservazione e razionale utilizzo dei fattori e delle risorse naturali, di miglioramento della qualità della vita e delle condizioni di salute dell’uomo e degli altri esseri viventi, non possa essere qualificata altro che come una più o meno coerente ed organica “legislazione ambientale”? Posta in questi termini, l’alternativa può apparire più secca e radicale di quanto in effetti non risulti nella realtà e, forse, rischia di semplificare eccessivamente i nodi del problema. Con la prima prospettiva, quella del “diritto dell’ambiente”, si fa riferimento all’ipotesi secondo la quale la tutela dell’ambiente si conformi – o si vada progressivamente conformando – attraverso un peculiare regime giuridico fatto di istituti, procedimenti e atti che risultano, almeno in parte, specifici e speciali rispetto a quelli conosciuti nelle altre branche del diritto. Nella seconda prospettiva, invece, ci si limita a prendere atto che la tutela giuridica dell’ambiente finisce per risolversi semplicemente in una pluralità di “legislazioni” o – più propriamente – di “produzioni normative” dedicate a singoli fenomeni o ad aspetti comunque parcellizzati dell’ambiente e dei fattori che lo compongono, senza che tali normative presentino peculiarità di sorta rispetto agli istituti comunemente utilizzati nelle altre branche del diritto, se non sotto il profilo squisitamente relativo ai contenuti sostanziali della disciplina. Va segnalato, peraltro, che può anche essere ipotizzata una prospettiva mediana, secondo la quale – come è stato osservato.
utilizzando una espressione assai felice – si dovrebbe ragionare più propriamente, almeno allo stato attuale, di un “diritto per l’ambiente”1, volendosi esprimere con tale formula l’intrinseca “trasversalità” della tutela giuridica dell’ambiente rispetto a tutti i settori tradizionali del diritto (internazionale, comunitario, costituzionale, amministrativo, tributario, civile, penale, etc.), trasversalità che impone una specifica conformazione e, in molti casi, una vera e propria torsione degli istituti e degli strumenti propri di tali discipline. Le tre prospettive appena richiamate costituiscono lo scenario “teorico-dogmatico” in cui inevitabilmente si colloca un corso intitolato “diritto dell’ambiente”. Le pagine che.