Principi di diritto ecclesiastico: riassunto

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Principi di diritto ecclesiastico: riassunto del manuale a cura di Carlo Cardia. Religioni, diritto e Stato; Laicità e Libertà religiosa; istituzioni religiose e rapporti con lo Stato; attività delle confessioni religiose (38 pagine formato doc)

DIRITTO ECCLESIASTICO: RIASSUNTO

Diritto ecclesiastico.

Sunto di “Principi di Diritto Ecclesiastico tradizione europea legislazione italiana”, Carlo Cardia. Capitolo I – Religioni, Diritto, Stato
1. le religioni del Libro del medio oriente. Nella storia dell’uomo l’avvento del cristianesimo comporta:
1.    l’universalizzazione del messaggio del Dio ebraico
2.    superamento della religione naturale ( politeismo)
si prospetta così l’affermazione di un rapporto personalista tra uomo e Dio; il monoteismo cristiano risulta comunque meno perfetto di quello ebraico, di fatti nel vecchio testamento si parla di un Dio unico padre dell’umanità.
Con il cristianesimo Dio si umanizza al punto da far dubitare che si tratti dello stesso Dio.
L’etica cristiana affonda le sue radici in quella ebraico – mosaica; il camino del cristiano è prima di tutto un camino etico. L’etica evangelica non ha trovato rivali nella storia anche se in alcuni casi è stata portata all’esasperazione ed è divenuta caricatura di se stessa.
Il monoteismo cristiano ha la funzione storica di unificare popoli e genti attraverso l’adozione di categorie concettuali unitarie e coerenti e ciò accade con l’incarnamento nel mondo greco – romano e con l’identificarsi con l’occidente del mondo. Ciò fa si che Roma e l’occidente siano debitori al cristianesimo per la spiritualità apportata, mentre il cristianesimo è debitore a Roma della concezione dello stato.

Cristianesimo a Roma: relazione di storia

DIRITTO ECCLESIASTICO PRINCIPI

Il cristianesimo non si sostituisce allo stato e all’impero ma si adatta attraverso il loro riconoscimento; è da qui che nasce il dualismo stato/chiesa.
Ebraismo. Il suo testo sacro diviene, per mezzo del cristianesimo, di larga diffusione, ma il non accettare i vangeli viene visto come un rifiuto a riconoscere la missione del loro Dio. Ciò comporta l’emarginazione e la diaspora degli ebrei.
Il monoteismo ebreo fugge da un’indagine teologica sul suo Dio. Per ciò che concerne l’etica ebraica rifugge dalla coscienza concentrandosi sull’azione ma limitata al mondo ebreo. Non è ammessa distinzione tra etica e diritto che hanno validità assoluta nella comunità
Islamismo. Decreta la signoria di Allah sull’uomo e sulla sua vita terrena. La professione di fede islamica recide ogni possibile rapporto con le religioni precedenti pagane e non. Ed in questo caso la teologia svolge un ruolo secondario.

FONTI DEL DIRITTO ECCLESIASTICO

2. la diffusione del cristianesimo. Il cristianesimo si diffonde con molta velocità per mezzo dell’opera missionaria degli apostoli.
La diffusione pacifica del cristianesimo durante i primi tre secoli comporta un nuovo assetto all’interno dell’impero: gruppi sempre più consistenti di fedeli si distaccano dai costumi e dalle consuetudini pagane ed iniziano a vivere in modo innovativo la propria fede. I fedeli cristiani si rifiutano di prendere parte a riti pagani pubblici rifuggendo da tradizioni violente e cruente tipiche della società dell’epoca.
Questa specificità cristiana viene vista con riluttanza e sospetto dalle autorità pubbliche romane che avvertono la necessità di perseguire questi sudditi. Nonostante ciò, l’impero inizierà a vivere dentro di se una scissione: i cristiani pur rispettando l’autorità dello stato si rifiutano di condividere tutto ciò che è pagano.
Le persecuzioni si presentano come ultimo tentativo per ricondurre tutti all’osservanza di tutte le leggi dello stato.
Nel 313 si ha la presa d’atto ufficiale che la repressione non produrrà mai i suoi effetti; è in questo anno che viene emanato l’Editto di Costantino che pone fine alla persecuzione e considera il cristianesimo religio licita.