La politica fiscale nel modello keynesiano reddito-spesa

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La politica fiscale per la stabilita’ economica. Il moltiplicatore della redistribuzione. Gli effetti degli strumenti fiscali in presenza di flessibilità automatica del prelievo fiscale. Una misura della stabilizzazione automatica. La relazione fra disavanzo e debito pubblico (11 pagine formato doc)

Il modello macro-economico reddito-spesa – basato sull’analisi compiuta da J.
M. Keynes nella Teoria generale dell’occupazione, interesse e moneta (1936) – permette l’analisi degli effetti sul reddito nazionale dei diversi strumenti di politica fiscale (spesa pubblica con caratteristiche produttive o redistributive, prelievo fiscale) diretti ad influire sulla domanda aggregata, a fini di stabilizzazione del reddito nazionale, riducendo le dimensioni delle fluttuazioni cicliche della prodotto nazionale e dell’occupazione. Un sistema tributario dotato di flessibilità automatica – come pure altre forme di entrate e spese pubbliche (quali i contributi obbligatori per le assicurazioni contro la disoccupazione e le relative indennità versate ai disoccupati) – produce un effetto di stabilizzazione automatica del reddito nazionale, cioè di riduzione automatica delle fluttuazioni cicliche del reddito. Il disavanzo totale del bilancio pubblico (o indebitamento netto) è dato dalla differenza fra totale delle spese e totale delle entrate (con esclusione delle partite finanziarie, quali concessioni e riscossioni di crediti, in quanto non influiscono sui saldi economici ).
Esso pertanto indica l’entità delle spese non coperte da entrate che quindi lo Stato è costretto a finanziare indebitandosi.