Immanuel Kant

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Dispense dal manuale di Storia della Filosofia di Nicola Abbagnano riguardanti il filosofo Immanuel Kant (21 pagine formato doc)

Negli studi giovanili di filosofia naturale, Kant si è venuto familiarizzando con la filosofia naturalistica dell'Illuminismo ispirata da Newton.
Questa filosofia, col suo ideale di una descrizione dei fenomeni e con la rinuncia ad ammettere cause e forze che trascendessero tale descrizione, gli ha prospettato l'esigenza di una metafisica che si costituisse in base agli stessi criteri limitativi. Tale metafisica avrebbe dovuto tuttavia avvalersi del metodo della ragione fondante, che dominava l'ambiente filosofico in cui Kant si era formato. Le analisi degli empiristi inglesi, verso le quali egli si orienta in virtù di quella stessa esigenza, gli prospettano dapprima questa metafisica come scienza limitativa e negativa, quindi come un'autocritica della ragione. 2.
Successivamente, e per la prima volta nella Dissertazione (1770), il punto di vista critico si chiarisce come punto dì vista trascendentale, limitatamente alla conoscenza sensibile: la validità di questa conoscenza viene fondata sui suoi stessi limiti. Dal 1781 in poi, il punto di vista critico viene esteso a tutto il mondo dell'uomo. Il “Criticismo”. La filosofia di Kant è detta "Criticismo" perché contrapponendosi al "dogmatismo" fa della "critica" lo strumento per eccellenza della filosofia. "Criticare", nel linguaggio tecnico di Kant, significa infatti, conformemente all'etimologia greca, "giudicare", ossia indagare il fondamento di un'esperienza, chiarendone le possibilità (le condizioni che ne permettono l'esistenza), la validità (i titoli di legittimità o non-legittimità che la caratterizzano) e i limiti (i confini di validità). Questa filosofia del finito non equivale tuttavia ad una forma di scetticismo, poiché tracciare il limite di un'esperienza significa nel contempo garantire, entro il limite stesso, la sua validità. L'impossibilità della conoscenza di trascendere i limiti dell'esperienza diventa allora la base dell'effettiva validità della conoscenza; l'impossibilità dell'attività pratica dì raggiungere la santità diventa la norma della moralità che è propria dell'uomo. Il legame che unisce, e al tempo stesso divide, Kant e Hume appare quindi evidente. Kant si propone di rinunciare ad ogni evasione dai limiti dell'uomo e, come egli stesso riconosce, deve questa rinuncia a Hume. Tuttavia, il kantismo si distingue dall'Empirismo non solo per il rifiuto dei suoi esiti scettici, ma anche per il suo spingere più a fondo l'analisi critica, cioè per un metodo di filosofare che più che soffermarsi sulla descrizione dei meccanismi conoscitivi, etici, sentimentali, ecc., si sforza di fissarne le condizioni possibilitanti ed i limiti di validità. Il problema generale della "Critica della ragion pura". La Critica della Ragion Pura è sostanzialmente un'analisi critica dei fondamenti del sapere. La scienza e la metafisica si presentavano agli occhi di Kant in modo assai diverso. Infatti mentre la scienza, grazie ai successi conseguiti da Galileo e da N