Dal '200 al '500

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Corso di letteratura italiana:riassunto delle caratteristiche,dello stile e delle opere degli autori da Jacopo da Lentini a Tasso. (7 pagine formato doc)

Fra il 1230 e il 1250 si sviluppa, presso la corte di Federico II, la scuola siciliana, toccando la Puglia e parte della Calab Fra il 1230 e il 1250 si sviluppa, presso la corte di Federico II, la scuola siciliana, toccando la Puglia e parte della Calabria; questa nuova tendenza poetica ha come caratteristica principale l'uso del volgare siciliano.
I temi, lo stile e la forma metrica sono quelle della tradizione provenzale. Pur essendo funzionari di stato o politici trattano solo temi d'amore (al contrario dei provenzali che trattavano anche temi politici) ispirandosi all'amor cortese, in quanto l'istituzione è una monarchia assoluta che non tollererebbe un eventuale dissensopolitico presente nei componimenti. Le forme metriche introdotte sono quelle della canzone (cose elevate per un pubblico elevato), la canzonetta (struttura dialogica,in settenari, argomenti meno elevati) il sonetto, la cui invenzione è attribuita probabilmente a Jacopo da Lentini, il massimo esponente di questa nuova scuola poetica.
"Meravigliosamente", canzonetta in settenari, è caratterizzata da uno stile piano e dalla ripetitività: il tema dell'immagine della donna interposta fra quest'ultima e il poeta non gli permette di rapportasi ad essa nella realtà. Mantiene la patina siciliana dialettale ma è tentato dalla toscanizzazione.   In seguito alla morte di Federico II (1250) la scuola siciliana si dissolve: le opere siciliane circolano nelle regioni italiane ed, in particolare, in toscana dove vengono lette e copiate. Ad ogni trascrizione, inconsciamente, vengono inseriti degli elementi tipici della lingua toscana, subendo dunque una "toscanizzazione". le opere di questo periodo appartengono ad una scuola di mezzo chiamata siculo-toscana il cui maggior esponente è Guittone d'Arezzo. Il suo stile è assai complesso caratterizzato da una ricerca quasi ossessiva di termini difficili e dall'inserimento di artifici retorici e metrici a fine puramente estetico. “Ahi lasso, or è stagion de doler tanto”, canzone di endecasillabi e settenari. Ciò che più caratterizza la canzone è la netta divisione in due temi principali: la grandezza di Firenze e la sua caduta. Per entrambi i temi c'è una continua ripetizione di termini che ne accentuano la forza (onorato, grandezza ,pregio; crudel, doler, danneggio).Strofe collegate tramite la coblas capfinidas; altri preziosismi: rime univoche, equivoche, siciliane. Frequente l'iperbato, periodi lunghi e ricchi di subordinate, intonazione alta e solenne. Ampio uso di figure retoriche ( personificazioni, metonimie, antifrasi).   Di questo periodo ma apparentemente svincolato dalle varie correnti poetiche che si andavano sviluppando è Jacopone da Todi: figura controversa si occupò di poesia religiosa. Carattere forte ed estremo, prese i voti in modo fulmineo dopo l'accidentale morte della moglie. appartenente ad un nuovo ordine francescano sotto clemente V, fondo la sua religiosità sulla povertà e l'umiliazione  della sua persona. dive