Il Rinascimento italiano in letteratura

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Spiegazione e significato del Rinascimento italiano nella letteratura italiana e lo sviluppo dell'Umanesimo (3 pagine formato pdf)

IL RINASCIMENTO ITALIANO IN LETTERATURA

Nel corso del 400 si verifica una vera e propria svolta della civiltà europea con dei decisivi mutamenti nelle varie visioni del mondo e di conseguenza nelle varie espressioni letterarie ed artistiche, come anche negli studi scientifici.

Ha inizio una nuova età che, nella tradizionale periodizzazione, è indicata con il termine di Rinascimento. L’Umanesimo ed il Rinascimento furono fenomeni soprattutto italiani, perché in questa svolta la nostra nazione giocò un ruolo di primissimo piano in quanto anticipò sul tempo gli altri paesi europei:
- mentre l’Italia nel Quattrocento era tutto un fermentare di idee e tendenze che segnarono un decisivo punto di rottura rispetto al periodo medievale,il resto dei paesi europei erano ancora in pieno periodo medievale.
Si deve tenere presente che le periodizzazioni sono sempre delle forzature e quindi non si devono immaginare fratture troppo marcate fra Basso Medioevo e Rinascimento;
- l’Umanesimo funse proprio da cerniera tra queste due epoche così diverse, tantoché troviamo settori già nel Quattrocento molto sviluppati ed altri ancora arretrati in pieno Rinascimento.

Rinascimento: i caratteri generali

RINASCIMENTO NELLA LETTERATURA ITALIANA

Questo periodo di rinascita della civiltà e della cultura italiana può essere suddiviso in due momenti distinti:
- L’Umanesimo, che si sviluppò per tutto il XV secolo e fu contrassegnato da un interesse fortissimo per l’antichità (riscoperta dei classici, studio dei testi antichi tramite la filologia, “imitazione” del mondo antico);
- Rinascimento, che occupò gli ultimi decenni del Quattrocento estendendosi fino al primo trentennio del secolo successivo e fu caratterizzato dal consolidamento della nuova civiltà, dal trionfo del classicismo e della cultura cortigiana. Nel corso del XV secolo si verificarono una serie di cambiamenti che segnarono una decisiva rottura rispetto al secolo precedente. Innanzitutto dal punto di vista storico ebbe luogo in quest’epoca il consolidamento della vita urbana, a capo della quale non vi fu più l’istituzione comunale, ma la signoria, ovvero il governo della città venne posto nelle mani di un unico signore preposto al miglioramento della stessa.

UMANESIMO E RINASCIMENTO: LETTERATURA

Le importanti istituzioni comunali logorate dalle continue lotte tra fazioni finirono tutte per favorire l’ascesa al potere di un signore o di intere famiglie più forti economicamente ed appartenenti all’aristocrazia. Queste, una volta acquisito il potere lo resero ereditario e lo legittimarono con l’acquisizione di titoli feudali rilasciati dal Papa o dall’imperatore. Si ebbero in questo modo gli Sforza e poi i Visconti a Milano, gli Este a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, mentre Firenze mantenne, almeno per i primi decenni del secolo, la presenza dell’istituzione comunale fino all’imposizione nel 1435 della signoria medicea per opera di Cosime de’ Medici.