Il realismo poetico tedesco: riassunto

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Dispensa sul realismo poetico nella letteratura tedesca (riassunti con incluse anche le spiegazioni del libro di Ladislao Mittner) (19 pagine formato doc)

REALISMO POETICO

Il realismo poetico" (1835-70).

L’età del realismo si afferma nei decenni centrali dell’800 in Germania e qui la narrativa realistica ha spesso una vena ironico-satirica  (a differenza del realismo francese o russo dove si guarda alla realtà in maniera obiettiva).
Il realismo tedesco è definito “borghese” perché valuta positivamente le istituzioni borghesi e si discosta da quello francese in quanto esalta l’onestà e la fierezza di contadini e artigiani, veri depositari della tradizione tedesca. Il bisogno di evadere dalla società porta gli autori a rifugiarsi nella quiete della vita agreste, piccolo-borghese.

POETICA REALISTA

-Realismo Campagnolo-Il realismo ottocentesco tedesco è definito “realismo poetico” ma in realtà non è né poetico né realistico.
Esso sente come non poetica la realtà e proprio per questo cerca di poetizzarla.
Otto Ludwig dice: “La realtà non è poetica in sé, nel suo insieme, ma è poetica o almeno poetizzabile nei suoi particolari, in cui vi sono o si possono cercare dei valori nascosti di bellezza”.
Vi è una realtà piccola e bella dentro una realtà totale che è brutta se presa nel suo insieme; ciò spezza ogni possibilità d’interazione tra le parti e l’insieme, tra l’individuo singolo e l’insieme della vita sociale.
Questa impossibilità d’interazione tra l’individuo e la società fa sì che i protagonisti del realismo poetico siano degli isolati, che si consolano del loro isolamento assaporando quelle modeste e spesso illusorie gioie che solo dall’isolamento credono di poter ricavare.

Tesina di arte sul realismo

REALISMO POETICO TEDESCO

Il massimo dell’isolamento è rappresentato dal tipo di innamorato che non si sposa e resta scapolo per il timore di dover affrontare i doveri di chi fonda la famiglia.
Il realismo poetico è esclusivamente campagnolo o provinciale: esalta la bellezza dell’esistenza della gente semplice, che vive in stretto contatto con la natura (esalta anche la bellezza della natura), ignorando la realtà politica e sociale.
In esso spicca la “Dorfgeschichte”, la novella campagnola, contrapposta allo “Zeitroman”, al romanzo sociale che tratta i problemi che appassionano soltanto gli intellettuali e gli abitanti della città (inquadra la realtà esclusivamente dal punto di vista borghese) .
Le ambientazioni di una “Dorfgeschichte”  sono le case modeste ed accoglienti circondate da orti e giardini vicini a un bosco.
C’è la ricerca di particolari belli e commoventi, graziosi, la descrizione minuziosa e affettuosa degli interni e la predilezione delle nature morte: ad es.

un bel mazzo di fiori di campo, ma anche la stanzetta di cui esso costituisce l’ornamento principale.
Le figure principali sono: il curato, il maestro di campagna, il poeta della natura ma soprattutto il cacciatore e la guardia forestale, cioè colui che è costude del bosco (figure collegate con il culto del bosco).

Il realismo poetico è evasione dalla realtà sentita come impoetica.
Sono forti i residui del Biedermeier, solo che questo è prevalentemente cittadino, mentre il realismo poetico campagnolo!
Dal Biedermeier derivano la rassegnazione politica accettata in maniera spontanea come dovere anche religioso, la fuga nella natura, materna guaritrice di tutte le ferite dell’anima (Stifter e Storm).
Diciamo che vi è una specie di Biedermeier post’48 rappresentato specialmente da Otto Ludwig e Fritz Reuter.

REALISMO POETICO LETTERATURA TEDESCA

Ci sono due cultori del realismo campagnolo, svizzeri, che non sentono mai il bisogno di idealizzare la realtà nei suoi piccoli particolari perché sentono come bella non solo la vita della natura ma anche l’esistenza dell’uomo che viene concepito come essere sociale. Essi sono Gotthelf (un po’ misantropo) e Keller (misantropo radicale)!
Questo realismo non costituisce una scuola e neppure un gruppo; non ha né un programma né una rivista.
I narratori campagnoli sono tutti dei tipici isolati, attaccati alla loro terra e al loro dialetto.
Non solo non è possibile parlare di una scuola letteraria di narratori agresti, ma neppure di una narrativa agreste omogenea nei suoi motivi, nelle sue forme, nel suo linguaggio.
I narratori agresti rappresentano la “dilacerazione della Germania” .
Il realismo poetico si interrompe bruscamente nei Gründerjahre (1870-1880), quando la città supera il villaggio o meglio quando l’industrialismo con le sue fabbriche e le sue case trasforma la periferia delle città, distruggendo gli ultimi angoli di natura.
Il realismo poetico si inizia come realismo antipoetico, con la falsificazione della vita dei contadini hanno successo le “Schwarzwälder Dorfgeschichten” (1843-53) di Auerbach , che lo portano al successo e che, con il loro titolo, creano il genere della “Dorfgeschichte”, presentando diversi contadini da salotto, in villeggiatura che, per trovare riposante la campagna, la vogliono vedere bella in tutto, persino nell’odore della stalla.
Auerbach si dirige verso questo tipo di letteratura rustica quando si vede impedito a continuare la sua attività di scrittore molto impegnato in senso liberale.
Ciò conferma la tesi che che il realismo poetico è soprattutto un’evasione.