PER LA STORIA DEL COLLEZIONISMO ITALIANO

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Metodo e limiti della museologia; Le prime testimonianze: dal Medioevo al Preumanesimo; Firenze e il gusto dei Medici nel quattrocento; Le botteghe degli artisti... (20 pagine formato doc)

CRISTINA DE BENEDICTIS, PER LA STORIA DEL COLLEZIONISMO ITALIANO PER LA STORIA DEL COLLEZIONISMO ITALIANO Metodo e limiti della museologia La museologia è una disciplina giovane nata nel 1955 quando si staccò dalla tradizionale museografia.
Museo: tendenza istintiva alla tesaurizzazione, attitudine dell'uomo alla raccolta di documenti od oggetti. Per conoscere un museo occorre basarsi sulle due discipline, in stretto rapporto fra di loro, cioè la museografia (strumento e metodo) e la museologia (messa in pratica e valore di tale metodo). Museografia: riguarda l'ambito operativo-architettonico. Quindi l'insieme di tecniche e pratiche che concernono il suo funzionamento.
Museologia: ambito teorico-storico. E' tesa alla ricerca dei significati e dell'essenza costitutiva dei musei. Si tratta di una disciplina di lunga tradizione ma che è stata determinata con un termine apposito solo di recente. Già dal rinascimento infatti nacquero i concetti di collezione, di museo pubblico, di tutela e salvaguardia. Questo fenomeno fu spinto sicuramente dal collezionismo, cioè dalla raccolta da parte dell'uomo di oggetti o documenti disposti cronologicamente o per argomenti. L'esempio sicuramente più esaustivo di collezioni è quello della famiglia patrizia dei Medici a Firenze che venne a crearsi sia per tendenze di gusto artistico sia, e soprattutto, come messaggio per il popolo fiorentino di gloria e potere della famiglia. Risulta però difficile delineare un preciso profilo del collezionismo sia per la mancanza di documenti e testimonianze sia per i grandi scambi di opere che avvenivano in quel periodo. Occorre capire il gusto e lo spirito del tempo per capire la società e i suoi protagonisti. Anche se però già dal collezionismo si può capire la psicologia del tempo, il motivo di queste raccolte. Sicuramente da una parte c'era la volontà di possesso di oggetti preziosi oppure, nel caso di opere classiche, il volersi immedesimare come continuatori della civiltà classica. Dall'altro lato c'era la paura della caducità del tempo e della vita, come ci mostra il Cardinal Borromeo in alcune sue riflessioni (per la creazione dell'Accademia Ambrosiana) che portava l'uomo a raccogliere tutto ciò che rappresentasse il passato e il presente per le generazioni future affinché non fossero dimenticati. Si nota anche dal fatto che molti collezionisti che alla loro morte donavano le loro raccolte ad altri mantenessero il vincolo dell'integrità e del nome a cui faceva parte la collezione (proiettare il proprio nome al futuro). Si creava così un tutt'uno tra collezionista e oggetti (eternità). Le prime testimonianze: dal Medioevo al Preumanesimo Sicuramente per quanto riguarda le collezioni del periodo medievale è difficile trattare una storia precisa per la grande mancanza di documenti. Dalla caduta dell'Impero e l'avvento dell'era cristiana la chiesa assunse il ruolo guida anche sul piano culturale dell'insegnamento (diffidenza per il possesso). Anche se appare strano il primo