occupazione e disoccupazione in italia dal 45 ad oggi

Appunto inviato da antonyx78
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è un riassunto sintetico del testo molto utile per l' esame sia scritto che orale (4 pagine formato doc)

Untitled Occupazione e Disoccupazione in Italia dal 45 ad Oggi Capitolo 1 La costante è l' incapacità del sistema produttivo di asssorbre in modo adeguato i lavoratori disponibili.
la forza lavoro eccedente prima concentrata nell' agricoltura, poi parzialmente nell' emigrazione di massa degli anni 50 - 60, poi come disoccupazione esplicita anni 70 - 80, infine come precarietà occupazionale a partire dagli anni 90, soprattutto nel settore di maggior crescita il terziario. ECA COUNTRY STUDY: Studia il rapporto tra popolazione attiva e popolazione totale nel periodo 1936 - 1948. I disoccupati raddoppiano per via della guerra soprattutto nel settore dell' edilizia.
Il piano del Lavoro della CGIL non fu accettato perche troppo oneroso quindi si passsò all' alternativa moderata, ma essa non potrò grandi risultati. La riforma agraria (legge Sila 1947 e Stralcio 1949) ebbe esiti diversi in base al territorio: alcuni posti sono abbandonati altri produttivi e non bloccò l' esodo verso il nord. Negli anni 50 ci fù la massima espansione industriale che portò forza lavoro anche nell' edilizia e nei servizz, ma l' esodo agricolo fù superiore al previsto e la riduzione dell' occupazione non corrispondeva all' aumento dell' occupazione. Le migrazioni si concentrarono soprattutto in germania - svizzera e non solo nord italia, più della metà sono del sud e dal 50 al 69 si emigra per ovviare alla mancanza di lavoro. Capitolo 2 Negli anni 60 sono gia state definite e gettate le basi dello sviluppo industriale italiano, incremento assoluto e relativo dell' industria (sia intermini di occupati che di reddito [iniziata già negli anni 30]). La politica industriale più conveniente corrisponde al massimo progreso dell' area sottosviluppata iniziata nel 50 con la cassa del mezzogiorno. Ma nell' industria l' uomo è progressivamente sostituito dalle macchine. Tra il tipo taylorista e modello fordista il nesso è: inserire in fabbrica in breve tempo, stabilmente, i nuovi (giovani) del sud senza esperienze. Segmentazione e selettività della domanda di lavoro e non lavoratori generici. Ma la limitata estenzione e concentrazione territoriale (sostituzione uomo/macchina) e l' incremento della prodottivita più che estendere la base produttiva portò alla crisi degli anni 70. L' occupazione industiale raggiunse il suo apice negli anni 69 - 79, attraverso una riduzione sia assoluta che relativa della popolazione attiva agricola. Il nord costituisce il motore industriale e settore trainante dell' economia. Nel sud si manifestano migrazioni esterne e interne al territorio italiano e si vive di previdenza sociale. Tra nord e sud si verificano scambi di popolazione e intensità di rapporti senza precedenti. Capitolo 3 Welfare - centralità operaia - approvazione statuto dei lavoratori - le aziende fordiste pagheranno in termini di costi occupazionali tali scelte. Da molte nascite negli anni 40 deriva occupazione giovanile nel 78 pari al 75% sul totale popolazione attiva, si cercherà di ovv