Giuseppe Mazzini

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Dispense universitrie riguardanti Giuseppe Mazzini e "I doveri dell'uomo" (128 pagine formato doc)

Giuseppe Mazzini nacque a Genova il 22 giugno 1805 da Giacomo Mazzini, ex giacobino, e Maria Drago. Giacomo era laureato in medicina.
Professore all'università di Genova, nel 1823 ebbe la cattedra di Patologia e Igiene e nel 1830 quella di Anatomia e Fisiologia. A cinque anni la sua educazione cominciò ad essere curata da don Luca Agostino De Scalzi, un sacerdote giansenista. Nel 1817 Stefano De Gregori, un altro giansenista, preparò Giuseppe per l'ammissione all'università. A quattordici anni, nel novembre 1919, entrò all'università. Dopo pochi mesi di Giurisprudenza passò a Medicina. Il 21 giugno 1820 venne arrestato per condotta disordinata, essendo stato implicato in una rissa tra due scuole per i posti in chiesa. Il 10 marzo 1821 scoppiarono dei moti rivoluzionari in Piemonte. Tumulti si ebbero a Genova dal 20 al 23 marzo.
Il 20 aprile le truppe occuparono l'università, che venne chiusa a tempo indeterminato. Venne riaperta solo nel novembre 1823. Mazzini ritornò a Giurisprudenza e terminò gli studi nella primavera del 1827, a ventidue anni. Mazzini, carbonaro (1828-1831) Si dedicò alla critica letteraria. Nel 1828 scrisse sul settimanale L'indicatore genovese, che venne chiuso dalle autorità piemontesi nel dicembre dello stesso anno. Mazzini passò a scrivere su L'indicatore livornese, che venne soppresso dal governo toscano. Nel 1827 venne iniziato alla carboneria ad opera di Raimondo Doria. Nel 1829 venne promosso al secondo livello della carboneria. Nel 1830 fondò delle cellule carbonare in Toscana. Il 13 dicembre 1830 Mazzini, venticinque anni, venne arrestato e imprigionato nel carcere di Savona. Il 9 gennaio 1831 veniva rilasciato. Il 28 gennaio un decreto reale diede a Mazzini la possibilità di scegliere tra l'espatrio e il confino. Scelse l'espatrio e partì per la Francia non da esiliato politico ma con regolare passaporto piemontese. Bartolomeo Alberti, zio materno, cittadino france