Eco – riflessioni teorico-pratiche sulla traduzione

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Riassunto schematico del saggio di Umberto Eco sulla traduzione (3 pagine formato doc)

Per poter studiare il fenomeno del bilinguismo, e avere esperienze sufficienti, bisognerebbe osservare giorno per giorno il comportamento di un bambino soggetto a una duplice sollecitazione linguistica, esperienza che può essere fatta solo da linguisti, con un coniuge straniero e in condizione da poter seguire il bambino fin dai suoi primi comportamenti espressivi .Siccome ciò non è sempre realizzabile, si spiega perché gli studi sul bilinguismo non abbiamo ancora raggiunto una fase matura.
Per fare osservazioni teoriche sul tradurre è utile aver avuto esperienza attiva e passiva della traduzione.
Infatti, quando una teoria della traduzione non esisteva ancora, le uniche informazioni interessanti provenivano proprio da chi aveva tradotto.
SEMIOTICA DELLA FEDELTA’
Fedeltà in una traduzione conta solo il risultato che si realizza nel testo e nella lingua d’arrivo (in un momento storico determinato, in cui si tenti di attualizzare un testo concepito in altre epoche).
Il concetto di fedeltà ha a che fare con la persuasione che la traduzione sia una delle forme dell’interpretazione e che l’interpretazione debba sempre mirare a ritrovare l’intenzione del testo, ciò che esso dice in rapporto alla lingua in cui è espresso e al contesto culturale in cui è nato.
La traduzione non è mai soltanto un affare linguistico  es. “it’s raining  cats and dogs”  da un punto di vista prettamente linguistico “sta piovendo gatti e cani”  MA si tratta di una frase fatta della lingua inglese  il traduttore FEDELE dovrà cogliere questa particolarità e tradurre “Piove che Dio la manda”; ma se si trattasse di una frase pronunciata da un ateo, allora “Piove a catinelle” => il traduttore fedele deve scegliere un’INFEDELTA’ LINGUISTICA che garantisca però quella testuale.