Ammortamento e svalutazione delle immobilizzazioni materiali

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Annotazioni utili per rispondere a una domanda "storica" dell'esame di Contabilità gestionale (1 pagine formato doc)

Art. 2426, n.
2, cod. civ.: "il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali
, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate in nota integrativa".

Immobilizzazioni Materiali


Le immobilizzazioni materiali sono fattori di produzione di uso durevole, la cui utilizzazione si estende oltre un esercizio. Ne segue che il relativo costo (di acquisto o di produzione) non può essere interamente attribuito all'esercizio in cui esso è stato sostenuto, ma va ripartito in più esercizi, ossia nei periodi in cui il "bene" partecipa al processo produttivo.
Secondo il legislatore, un bene rientra nella categoria delle immobilizzazioni materiali subordinatamente alla durevole destinazione economica attribuita all'impresa (art. 2424-bis, cod. civ.).

Le immobilizzazioni materiali hanno la caratteristica di non poter essere, per principio, distolte dall'economia di un'impresa senza arrecare pregiudizio al normale svolgimento delle combinazioni produttive di cui sono parte.

Ammortamento

L'ammortamento è il meccanismo contabile di ripartizione di un costo pluriennale (cioè di un FP a fecondità ripetuta) lungo la sua vita utile. Essendo un costo pluriennale, l'immobilizzazione concorre alla formazione del reddito per quote di ammortamento. L'ammortamento non riduce il cash-flow, poiché non è un costo monetario: infatti, non esiste alcuna contro-variazione numeraria/finanziaria, ma solo una rettifica di un costo pluriennale (fondo ammortamento).