Tesina sul cibo in Goldoni

Appunto inviato da vittoth
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Un saggio breve sul cibo in Goldoni, con pensieri critici, per l'esame di letteratura italiana (4 pagine formato doc)

TESINA DI LETTERATURA ITALIANA: L’arte tra teatro e cucina.
Il cibo, nelle commedie Goldoniane è indispensabile per lo svolgimento della trama, nonché portatore di diverse chiavi di lettura.
Partendo dalla propria vita, Goldoni ci parla spesso della cucina che ha sperimentato nei luoghi dove si è fermato, dandone sovente giudizio positivo. Un esempio è quello del capitolo VIII delle Memorie Italiane: “[…] Tutti quelli che hanno fatto quel viaggio, andando, e venendo di Milano, sanno, quanto me, che tutti si fermano a Desenzano, che vi è una buonissima osteria sopra il lago di Garda, dove si suol mangiare del pesce esquisito, e dove si tratta bene, ed a poco prezzo”; ed ancora, nel IX capitolo: “[…].


La caccia è abbondante, e i frutti sono squisiti, fra quali sono ricercatissime le Noci Feltrine, come fra le biade riesce colà perfettamente il Grano di Turchia, che ridotto in farina gialla, e di farina Gialla in polenta, serve di nutrimento ai poveri, e di piacere ai ricchi”; Nel capitolo XII, vicino Casal Pasturlengo fu accolto con “[…] del pane, e del cacio, ed un resto di vino, che avevano in una borraccia. Accettai la colazione col maggior piacere del Mondo.
Che pan delicato! Che formaggio eccellente! Che vino esquisito!” 


Un’esperienza, invece, raccontata nei Mémoires, fa comprendere le diverse abitudini culinarie francesi attraverso un malinteso lessicale, svelato da Goldoni:
“[…] mi fermai la prima volta a pernottare a Vidauban. Portano la cena,  ma in tavola non c’è zuppa. Siccome mia moglie ne sentiva il bisogno e mio nipote la desiderava,  la domandiamo. È inutile; in Francia non si usa dar zuppa la sera: ma mio nipote sostiene che la zuppa appunto è quella che dà il nome au souper,  e per conseguenza non deve darsi un souper sans soupe; il locandiere però non capisce,  fa la riverenza e parte. Veramente mio nipote non aveva torto,  e io perciò mi divertii con fargli una breve dissertazione sull’etimologia del termine souper e sulla soppressione della zuppa.