Allungamento degli arti nei difetti di crescita

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Descrizione

La differenza di lunghezza degli arti deve essere sempre corretta, qualunque sia la causa che l'ha determinata, fin dai primi anni di vita. La correzione diventa soprattutto indispensabile, per la salute della colonna, dopo i 5 anni di età. Solitamente nel bambino si usa correggere le differenze di lunghezza inferiori ai 3 cm compensando temporaneamente il difetto con un rialzo alla scarpa; per valori superiori ai 3 cm si preferisce intervenire chirurgicamente per evitare problemi secondari, a carico della colonna vertebrale.

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La differenza di lunghezza degli arti deve essere sempre corretta, qualunque sia la causa che l'ha determinata, fin dai primi anni di vita. La correzione diventa soprattutto indispensabile, per la salute della colonna, dopo i 5 anni di età.
Solitamente nel bambino si usa correggere le differenze di lunghezza inferiori ai 3 cm compensando temporaneamente il difetto con un rialzo alla scarpa; per valori superiori ai 3 cm si preferisce intervenire chirurgicamente per evitare problemi secondari, a carico della colonna vertebrale. Un ulteriore intervento chirurgico potrà essere preso in considerazione, se necessario, a fine crescita.
In caso di ipertrofia è possibile accorciare l'arto più lungo o allungare l'arto controlaterale sano; nel caso, più frequente, dell'ipometria, si preferisce oggi allungare l'arto più corto.
Quando le cartilagini di accrescimento sono ancora aperte, esiste la possibilità di rallentare la crescita in lunghezza dell'arto, mediante l'infissione di coppie di cambre metalliche a ponte sulla cartilagine di accrescimento, arrestandone temporaneamente lo sviluppo. Tale intervento, che prende il nome di epifisiodesi temporanea, viene preferibilmente eseguito verso la fine dell'accrescimento (12 - 13 anni) perchè una possibile complicazione è rappresentata dall'arresto totale della crescita dell'osso.
Una volta pareggiata la differenza di lunghezza, le cambre vengono rimosse e la crescita riprende.
Per quanto riguarda il problema dell'allungamento chirurgico degli arti si può fare una distinzione fra i casi in cui l'allungamento è una necessità, quelli in cui è consigliabile, pur non essendo necessario, e quelli infine che non sono nè necessari, nè consigliati, ma possono essere eseguiti per particolari esigenze del paziente richiedente.
L'allungamento è necessario quando esiste una differenza di lunghezza degli arti non altrimenti compensabile se non a scapito della buona funzione degli stessi arti o della colonna o di altre strutture anatomiche. Se la differenza di lunghezza è inferiore ai 2 cm viene ben compensata da un rialzo alla calzatura; se questa supera i 2 cm la compensazione è difficile e l'allungamento (o l'accorciamento dell'arto controlaterale) può essere eseguito; se la differenza supera i cm 3 deve sempre essere eseguito l'allungamento dell'arto più corto fino al riequilibrio anatomico o funzionale delle lunghezze.
L'allungamento degli arti si dovrebbe suggerire in alcuni casi di nanismo e particolarmente nei nani acondroplasici (che rispondono molto bene all'allungamento chirurgico) ed in tutte quelle forme di nanismo in cui alla eccessiva brevità degli arti si accompagnano deviazioni assiali; in queste forme infatti si dovrebbe comunque intervenire chirurgicamente per la correzione delle deviazioni e con lo stesso intervento si può eseguire anche l'allungamento.
Non si consiglia l'allungamento degli arti, pur in presenza di una loro eccessiva brevità, in tutte le forme di nanismo armonico in cui allungare gli arti potrebbe significare rompere un equilibrio di armonie fra la loro lunghezza e quella del tronco. Di fronte a questi pazienti si può però essere spinti ad acconsentire all'intervento se il paziente ha forti motivazioni di carattere psicologico.
L'allungamento chirurgico degli arti può essere eseguito a qualsiasi età della vita, ma i processi di rigenerazione e di consolidazione dell'osso sono tanto più rapidi quanto più giovane è l'età del paziente. Per questo è preferibile eseguire l'intervento nel bambino o nell'adolescente.