Anca - Trattamento della lussazione congenita

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Descrizione

Il trattamento della lussazione congenita dell'anca è notevolmente cambiato, rispetto alle classiche descrizioni di alcuni decenni fa. Rari sono i casi, sotto 18 mesi, nei quali si esegue la riduzione e la contenzione in apparecchio gessato o tutore ortopedico, fino alla completa ristrutturazione dell'articolazione. In questi la riduzione si ottiene mediante una trazione continua agli arti inferiori (solitamente tramite una maglia tubulare adesiva) in posizione di abduzione progressivamente crescente.

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Testo completo

Il trattamento della lussazione congenita dell'anca è notevolmente cambiato, rispetto alle classiche descrizioni di alcuni decenni fa.
Rari sono i casi, sotto 18 mesi, nei quali si esegue la riduzione e la contenzione in apparecchio gessato o tutore ortopedico, fino alla completa ristrutturazione dell'articolazione. In questi la riduzione si ottiene mediante una trazione continua agli arti inferiori (solitamente tramite una maglia tubulare adesiva) in posizione di abduzione progressivamente crescente.
La riduzione deve avvenire nel corso di una o due settimane; in caso contrario si provvede alla riduzione in narcosi.
Ottenuta la riduzione, le anche vengono immobilizzate in posizione di abduzione di 40° circa, rotazione interna e lieve flessione (2^ posizione di Paci-Lorenz), e mantenute con apparecchio gessato pelvi-podalico (mono o bipodalico secondo i casi) per un periodo di 3 mesi.
Da questa posizione si portano poi in abduzione semplice, senza cioè la rotazione interna e lieve flessione (3^ posizione di Paci-Lorenz) e si mantengono in gesso per altri 3 mesi.
La riduzione estemporanea viene eseguita soltanto nei casi di irriducibilità della lussazione, con notevole prudenza perché la manovra stessa e l'immobilizzazione successiva possono essere causa di necrosi asettica della testa femorale.
Al termine del trattamento ortopedico incruento possiamo osservare una perfetta riduzione della lussazione, con ripristino della normale architettura del femore e dell'acetabolo oppure possiamo osservare la persistenza del valgismo e dell'antiversione del collo femorale o della sfuggenza del tetto cotiloideo o di entrambe queste alterazioni.
Poichè queste alterazioni hanno un limite di compatibilità, oltre il quale possono essere causa di recidiva della lussazione o di sublussazione e sono la causa di precoci degenerazioni artrosiche, diventa necessario intervenire chirurgicamente per correggerle.
In caso di irriducibilità (capsula ristretta a clessidra, cercine cotiloideo ipertrofico, pulvinar ipertrofico, ecc.) il trattamento sarà chirurgico. Ottenuta la riduzione, i tempi di guarigione sono analoghi a quelli indicati nel trattamento incruento.
In caso di sfuggenza del tetto cotiloideo possiamo intervenire per ricostruirne la normale obliquità e quindi la capacità di contenere la testa femorale con operazioni chirurgiche di "tettoplastica".
Queste vanno dal semplice abbassamento dell'acetabolo e riempimento dello spazio lasciato libero con trapianto osseo (tettoplastica di Zanoli), alle osteotomie di bacino, di cui la più frequentemente eseguita è quella di Salter. Questa consiste nella osteotomia a livello della linea innominata, nel trasporto all'esterno, in avanti e in basso del moncone distale del bacino e nel mantenimento di questa posizione per mezzo di un trapianto osseo prelevato dalla stessa ala iliaca, inserito a cuneo tra i due monconi dell'osteotomia e mantenuto in sede da due fili di Kirschner.
Questo intervento, che può essere eseguito con successo fino all'età di 6 anni, consente di ricostruire la normale obliquità del tetto cotiloideo e di restituire la funzionalità articolare in un periodo di 40-60 giorni.
Dopo quest'età possono essere eseguite altre forme di osteotomia del bacino, come la triplice osteotomia, l'osteotomia di Chiari, o di Salter.
Nei casi di persistente valgismo o di antiversione del collo femorale, l'intervento chirurgico consiste in osteotomie femorali (solitamente in sede intertrocanterica) allo scopo di correggere le deviazioni assiali del collo.
Interventi di osteotomia del bacino e del collo femorale possono essere eseguiti contemporaneamente. L'evoluzione ulteriore, durante la crescita del bambino, consente di completare le correzioni ottenute chirurgicamente.